Qualche settimana fa, dopo l’incontro a Firenze, abbiamo ricevuto
dagli amici IdV della Toscana una serie di domande su vari temi e sulla
nostra visione del partito. Ecco la seconda parte delle risposte che
abbiamo fornito e inviato a loro
Giustizia
Cosa riformare e come.
La via è quella dell’applicazione del diritto costituzionale del
“giusto processo”. Attualmente nel nostro Paese i processi sono troppo
lunghi, e questo comporta un costo insostenibile per la collettività .
Sarei quindi favorevole ad un potenziamento delle cancellerie e
all’informatizzazione della maggior parte dei servizi.
Decarcerizzazione per alcuni reati ? Quali ?
Revisione del sistema ? Come ?
Sono assolutamente contrario. Chi è colpevole deve pagare per il
reato commesso, a maggior ragione quando si tratta di reati come la
corruzione e la concussione, vere e proprie piaghe sociali.
Sono oltremodo favorevole alla reintroduzione del reato di
concussione per induzione, maldestramente rimodulato dalla legge
n.190/12.
Sono convinto che il sistema giustizia debba essere revisionato, in
modo da consentire a chi è colpevole un trattamento non violento nei
suoi confronti all’interno del carcere;, e poi SI a forme di
video-sorveglianza, che possono visionare anche i familiari, SI ad una
maggior tutela per le forze dell’ordine, che sacrificano la loro vita
per la nostra sicurezza e SI ad un adeguamento del loro stipendio in
funzione del rischio connesso alla loro attività
Per quanto riguarda il sovraffollamento delle carceri, una soluzione
potrebbe essere quella di destinare gli immobili confiscati alla mafia
alla costruzione di case circondariali con un numero fisso di detenuti,
creando così anche più posti per la sorveglianza.
Abrogazione del reato di
clandestinità e abrogazione delle norme discriminatorie verso gli
stranieri in materia di lavoro regolare
L’immigrazione va affrontata sul piano politico non esclusivamente
nel codice penale. Gli stranieri che vivono nel nostro Paese devono
essere tutelati sul lavoro, come sul piano sociale, ma devono rispettare
la nostre tradizione e la nostra cultura.
Interventi sul comparto della sicurezza (polizia ,carabinieri..)
C’è bisogno di norme che tutelino maggiormente chi si occupa
giornalmente della nostra sicurezza. Sarebbe inoltre opportuno
incrementare i fondi al comparto della sicurezza, destinando parte dei
finanziamenti delle missioni all’estero e rinunciare all’acquisto degli
F-35, un’inutile quanto onerosa spesa di denaro.
Valori principali su cui puntare
Onestà, trasparenza, democrazia sociale, educazione civica, rispetto delle istituzioni e del prossimo.
Lavoro: Cosa riformare e come.
Art.18 e Art.8, abbiamo fatto grandi battaglie per difendere i
diritti dei lavoratori. Le firme raccolte come Idv, che sono ferme in
Cassazione devono essere prese in considerazione per fare il referendum
per abrogare la legge Fornero.
Sgravi fiscali a chi assume con forme di contratto a tempo indeterminato.
Reddito Minimo Garantito ? A chi ? Quanto ?
SI, fino alla prima assunzione; credo sia giusto garantire un salario
minimo di 500 € come soglia di sopravvivenza ai disoccupati. Il
“quanto” va verificato con le risorse che si hanno a disposizione.
Altre misure per il mondo del lavoro
Incentivazione all’apprendistato, sgravi fiscali per chi assume
giovani/cassintegrati/donne. Possibilità di creazione di società a
burocrazia zero. Garantire sempre e comunque liquidità allo strumento
della cassa integrazione.
Dove si trovano i soldi per queste misure ?
Confiscando i capitali illeciti, eliminando le famose “pensioni
d’oro “con tetto massimo a 5000 € omni-compensivi, limitando gli
stipendi d’oro sia ai grandi manager pubblici , sia a chi fa politica e
tassando i grandi capitali.
Lotta senza quartiere al lavoro nero e all’evasione fiscale, che ogni
anno nel nostro Paese fa “perdere le tracce” di ben 100mld di euro.
Istruzione
Misure per la scuola
Restituire dignità e valore alla scuola pubblica. Questo dev’essere
un punto fermo e imprescindibile perché senza un sistema formativo
adeguato, non c’è futuro per alcuna società!
Maggiore importanza, poi, agli indirizzi professionali:la
qualificazione al lavoro si dovrebbe ottenere con un diploma
universitario triennale.
Garantire poi, il doveroso collocamento ai numerosi vincitori di
concorso, che si trovano da anni parcheggiati nelle graduatorie.
Adeguamento degli stipendi: i nostri insegnanti sono tra i più sottopagati d’Europa!
Messa in sicurezza delle strutture scolastiche.
Università
L’università deve diversificare i canali formativi. Gli studi
triennali devono portare ad un diploma universitario utile per
l’inserimento nel mondo del lavoro. Questo diploma non conferisce il
titolo di dottore, cosa che avviene in modo ridicolo solo in Italia. Il
titolo di dottore si consegue con un corso di studi di 5-6 anni in
funzione del corso di laurea.
Il dottorato di ricerca deve essere un ulteriore periodo di
formazione per entrare nel mondo della ricerca scientifica e non uno
strumento, come è stato e come è, di manovalanza nei laboratori
universitari.
L’offerta formativa delle Università va rivista eliminando tutte le
artificiose fantasie che non trovano poi specularità nel mondo del
lavoro a livello europeo.
Dotare tutti gli atenei di un sistema di divisione in fasce di
reddito in modo tale che ogni studente possa pagare le tasse a seconda
del proprio “status economico”.
L’Università deve essere pubblica e alla portata di tutti.
Ricerca
Va posto un freno alla cosiddetta “fuga di cervelli”. In Italia, la
cosiddetta “politica dei tagli” ha costretto molti dei nostri giovani a
cercare la propria strada formativa all’estero, privando così il nostro
Paese di menti brillanti che avrebbero potuto contribuire al progresso
della scienza.
L’organizzazione della ricerca scientifica pubblica va inoltre
sganciata dal potere politico e deve essere ridato al Consiglio
Nazionale delle Ricerche un ruolo nuovo di organizzazione, coordinamento
e finanziamento della ricerca.
Il Ministero della Ricerca deve avere solo funzioni di programmazione
e di controllo e, contrariamente a quanto avviene ora, deve essere,
questo, l’unico ente ad occuparsi di ricerca.
Incentivare le collaborazioni con l’industria, al fine di sviluppare
nuove tecnologie da utilizzare sui mercati mondiali. Insomma, l’esatto
contrario di quanto è stato fatto negli ultimi 15 anni.
Agricoltura: Misure per l’Agricoltura.
Creare una rete di verifiche al fine di assicurare una corretta e
trasparente gestione dei lavori di bonifica ambientale. Solo attraverso
un corretto monitoraggio della filiera agricola e della gestione
ambientale sarà possibile garantire ai nostri prodotti la giusta
competitività a livello mondiale
Salute: Cosa riformare e come.
Riformare il sistema sanitario attraverso la riduzione dei tempi di attesa per prestazioni mediche ed ambulatoriali.
Maggiore attenzione e incentivi alla ricerca per quanto riguarda le
malattie gravi e invalidanti, al fine di ridurre le spese mediche e di
degenza.
Ambiente: Cosa incentivare e come.
Bonifiche dei territori interessati da danni ambientali (discariche
abusive, inceneritori, scorie nucleari, ecc.). Riqualifica e messa in
sicurezza dal punto di vista idrogeologico dei territori a rischio.
Rimboschimento delle aree interessate da incendi dolosi e sorveglianza
in periodi critici. Ricerca e sviluppo di metodi ecologici nella lotta
all’inquinamento e all’estinzione di flora e fauna del territorio.
Sociale: Cosa riformare e come.
Campagne di sensibilizzazione a tutela delle fasce più deboli e disagiate, unite a misure di sostegno/beneficienza
Turismo: Come incentivarlo ?
Abbiamo un Paese bellissimo e troppo spesso ce ne dimentichiamo.
SI’ quindi a misure finanziarie a sostegno dell’industria turistica e
alla valorizzazione infrastrutturale del territorio e Si’ ad una
maggior tutela legislativa dei prodotti gastronomici made in Italy.
IDV Estero: Come ampliarlo ed ‘utilizzarlo’ ?
Informare tramite web tutti gli esponenti e simpatizzanti Idv sulle
novità interne al partito e permettere loro di scambiare opinioni idee e
iniziative grazie alla rete.
Se sarà il Segretario…
Le prime azioni da svolgere saranno :
Convocare immediatamente la segreteria nazionale e far capire
l’importanza e il ruolo fondamentale della base nelle scelte di partito.
Sa già chi farà parte della sua squadra ? Ce lo vuole comunicare ?
La stiamo costruendo, con i tanti amici e le numerose professionalità
che hanno appoggiato la mia candidatura. Non va quindi escluso un
rinnovamento che possa beneficiare della continuità e di quanto c’è oggi
di buono nel partito.
mercoledì 26 giugno 2013
A DOMANDA ... RISPONDO (parte-1)
Qualche settimana fa, dopo l’incontro a Firenze, abbiamo ricevuto
dagli amici IdV della Toscana una serie di domande su vari temi e sulla
nostra visione del partito. Ecco la prima parte delle risposte che
abbiamo fornito e inviato a loro
Vedi Idv come un partito di sinistra o come qualcosa di diverso?
IdV è un partito di Sinistra, che persegue l’uguaglianza e la trasformazione, quindi NO alle disuguaglianze, al conservatorismo e alle caste.
Quali alleanze per Idv? Con tutti o da solo a sinistra?
IdV crede nelle alleanze costruite sul dialogo (un’arte da imparare!) senza però che queste vadano a “snaturare” quella che é la nostra ideologia di base. Non bisogna inseguire il M5S, né chinare ossequiosamente il capo al Pd; siamo comunque “portatori sani” di un importante 1%! Le alleanze non sono un assegno in bianco, se non ci fossero interlocutori concreti e credibili meglio da soli; non sono d’accordo neppure ad un imparentamento con l’estrema sinistra: NO ad altre Rivoluzioni Civili.
Concezione laica? SI … NO …
Idv associa il termine laico alla rivendicazione dell’ “autonomia decisionale” rispetto ad ogni tipo di condizionamento: religioso, ideologico o morale che sia. Quindi, per definizione, credo che un partito politico nella nostra società post-industriale non possa che essere di natura laica. Questo non significa essere a-religiosi o a-morali, anzi!
Da sempre ci battiamo contro la disuguaglianza di ogni ordine e grado e siamo per la promozione dell’uomo che è il fine di ogni religione. Rivendichiamo, tra l’altro, il libero arbitrio su temi quali l’eutanasia, obbligo cure in fine vita, coppie di fatto.
Organizzazione del partito:
su cosa puntare, cosa eliminare e cosa invece integrare?
E’ ora che si torni a puntare sui territori, sui militanti, su chi davvero rappresenta la “linfa vitale” del partito. Ma bisogna farlo sul serio, garantendo, da statuto, il coinvolgimento DI TUTTI per ogni singola decisione da prendere. Mai più nomine calate dall’alto quindi, ogni incarico deve avere la DOVEROSA legittimazione dalla base. Avete presente come funziona il tessuto animale? Un insieme di cellule si aggrega per portare avanti una determinata funzione, qualunque essa sia. Ecco, è esattamente questa l’organizzazione che dovrebbe esserci all’interno del partito; una sorta di “co-partecipazione a maglia di rete” in cui i vertici captano le proposte/idee della base attraverso una serie di portavoce che fungono proprio giustappunto da tramite. Solo in questo modo il territorio cesserà di essere inteso come sterile “ruota di scorta”, usata e poi dimenticata, e diventerà parte attiva, e VIVA del partito.Proponiamo poi l’istituzione di “Agorà del sapere”, intesi come luoghi di incontro/confronto tra personalità interne ed esterne al partito, atte a dibattere tematiche politiche e sociali con uno sguardo sempre attento alle esigenze dei cittadini
Iscritti e requisiti per la candidabilità
Tutti possono iscriversi, a nessuno è preclusa la possibilità di far parte del partito, purché mostri entusiasmo e “voglia di fare”. Non si può candidare, invece, chi proviene da una militanza di lungo corso in altri schieramenti politici almeno per i primi 5 anni di iscrizione (il purgatorio ci vuole per poter salire in paradiso!).I requisiti per la candidabilità sono: 1-militanza attiva e partecipata 2-indefessa moralità 3-competenza. Tutti i requisiti devono esser riconosciuti dalla base, che segnala il candidato in un sistema di pre-selezione con primarie. Nessun candidato può avere carichi pendenti o condanne passate in giudicato.
Modifiche allo Statuto? Quali?
La più importante è quella che abbiamo indicata: il partito non può essere governato solo da “eletti”; l’organo centrale del partito dovrà avvalersi in misura uguale sia di rappresentanze di eletti, sia di rappresentanze di iscritti su base regionale in funzione del numero di iscritti. Ho letto molte proposte di modifiche allo statuto e alcune le ho trovate decisamente interessanti, ma credo che la nostra faccia “la differenza”, altrimenti correremo il rischio di rimanere esattamente come siamo ora. Problematiche incluse.
Energie rinnovabili
Quando si parla di ambiente ed energia ci sono delle ideologie pervasive che hanno albergato fortemente anche in IdV.Io credo che una cosa sia “tendere verso un obiettivo” un’altra è “risolvere i problemi con le tecnologie esistenti”. In questo caso, infatti, bisogna essere veramente “laici”, e perseguire la trasformazione del “qui e subito” senza attendere il famoso Messia. Per questo motivo ritengo che non si debba sposare nessuna soluzione in maniera “totalizzante”; proprio perché la storia della scienza e della tecnologia ci insegna che il “perfetto” non esiste, né esiterà mai. Ciò che si deve fare è “sperimentare”, cercare il giusto compromesso tra il “vecchio” e il “nuovo” che avanza. Sono favorevole all’utilizzo e all’implementazione delle energie rinnovabili: il nostro territorio ha sole, mare,vento…perché mai non utilizzarli? Va creata un’industria nazionale del settore che sviluppi tecnologia da esportare in tutto il mondo, vanno mantenuti gli incentivi e gli sgravi fiscali verso quest’industria finanziati con i risparmi delle importazioni di petrolio/gas/carbone.
Abolizione finanziamento ai partiti
L’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non deve essere totale, bensì in parte utilizzato per attività politiche sul territorio, con spese certificate e documentate, al fine di consentire lo svolgimento dell’attività politica a chiunque, senza distinzione di classe o ceto sociale. Credo, infatti, che l’attività politica debba essere alla portata di tutti, e un piccolo sostegno pubblico può significare indipendenza. Inoltre A) Sì all’abbassamento del tetto massimo di rimborso B) Sì alla certificazione di tutte le spese C) Sì all’istituzione di un reato penale ad hoc per chi gonfia le spese elettorali D) Sì al rimborso ottenibile solo dai partiti/movimenti con organismi e regole democratiche al loro interno (se vuoi i soldi pubblici, cioè della comunità, il tuo partito deve garantire regole “minime” di partecipazione democratica, quali congressi periodici a tutti i livelli e legittimazione di ogni carica dirigenziale politica). E) I partiti devono avere strutture e organizzazioni snelle.
Libertà destinazione 8 x mille
Sono favorevole. Potrebbe essere una soluzione e un esperimento interessante, equiparare chiese, stato e partiti, per vedere i contribuenti cosa decidono.
Ruolo dei Giovani Idv
Il ruolo dei giovani è vitale! Credo che nuove generazioni debbano indiscutibilmente avere un ruolo centrale nella vita politica del partito e per questa ragione si debba garantir loro visibilità e formazione. L’”Agorà del sapere” adempirebbe perfettamente questo scopo: far crescere, “stimolare” e “formare” i giovani, la nostra classe politica del futuro.
Codice etico
Il codice etico è uno strumento di auto-disciplina che deve essere adottato come “legge di regolamentazione del comportamento personale”. Purtroppo però, sappiamo bene che per quanto forti siano le leggi, ci saranno sempre soggetti “inclini” ad infrangerle; e lo stesso vale per il “codice etico”. Nel caso di semplici militanti, l’espulsione risolve immediatamente ogni problema, ma nel caso degli eletti, pur cacciandoli dal partito, essi restano sempre eletti. Ci vorrebbe, quindi, una legge che, di fatto, faccia automaticamente decadere chi, eletto da un partito, ne venga espulso. Ma tale norma non sarebbe contraria alla laicità del partito? Questo è un problema senza soluzioni reali perché per quanti sforzi si possano concentrare nella definizione di un tale codice, nascerà sempre un caso che non poteva essere previsto. L’ago della bilancia potrebbe però esser rappresentato dagli elettori che, una volta traditi, potrebbero democraticamente decidere di far decadere il rappresentante “indegno”.
Diritti Civili
Ius soli
Personalmente sono favorevole al diritto di cittadinanza per i figli di cittadini stranieri nati in Italia. Credo infatti che questi bambini debbano godere di una “doppia cittadinanza”, quella italiana e quella del Paese di provenienza dei genitori. Una volta raggiunta la maggiore età, sarà a discrezione del ragazzo, scegliere di optare per una o per l’altra.
Femminicidio
E’ un bene che la convenzione di Istanbul sia stata definitivamente approvata. Le donne hanno il sacrosanto diritto di sentirsi protette e assistite dalla legge. Detto ciò mi chiedo: una violenza fatta su una donna ha una valenza diversa se fatta su un uomo? Non sono entrambi esseri umani? Il senso di questa ulteriore “classificazione” di reati sulla persona non mi pare affatto chiaro.
Unioni di Fatto
Assolutamente favorevole. Si tratta di una questione di civiltà e di diritto; nulla a che vedere con la religione. Farei, semmai, un appello alla “sobrietà” nei comportamenti, soprattutto nel corso di determinate manifestazioni.
Adozioni alle suddette coppie
Non credo che il nostro paese sia così all’avanguardia da poter già trattare questo argomento, iniziamo a far accettare le unioni di fatto.
Minori Scomparsi
Servono leggi che tutelino i minori in modo efficiente, la scomparsa dei minori è spesso legata alla ” tratta degli organi umani”. Farei però attenzione alla sopravvalutazione del fenomeno ad opera dei mass media. Molto spesso i minori scompaiono perché si allontanano volontariamente dalla propria casa nella quale vivono un disagio. Le statistiche dicono che circa l’80% dei minori scomparsi rientrano a casa entro il primo anno.
Pari Opportunità
Anche su questo punto occorre essere chiari. Se chiediamo al semplice cittadino cosa intende per “pari opportunità” nella stragrande maggioranza risponderà che uomini e donne devono avere le stesse possibilità di lavoro e di progressione nella carriera fino ai livelli direttivi. Ma questa è la pari opportunità “di genere” che ormai è un tema stagionato anche se rappresenta un obiettivo ancora, purtroppo, lontano dall’essere stato raggiunto. Noi, invece, per “pari opportunità”, intendiamo l’assenza di ostacoli alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo per ragioni connesse non solo al genere, ma anche alla religione, alle convinzioni personali, alla origine etnica, alla disabilità, all’età e all’orientamento sessuale.
Divorzio breve
Favorevole e stiamo lavorando proprio ad una raccolta di firme per questo; 4 anni per un divorzio consensuale e oltre 10 per uno giudiziale sono tempi eccessivi per chi ha deciso di lasciarsi. La legge tutt’ora vigente in materia di unioni, andrebbe modificata anche perché abbreviando i tempi, non solo si ridurrebbero i disagi dei cittadini, ma si risparmierebbe anche un centinaio di milioni l’anno che lo Stato tutt’ora sborsa per abbattimento del contenzioso civile.
Abrogazione del reato di clandestinità e abrogazione delle norme discriminatorie verso gli stranieri in materia di lavoro regolare
NO, gli stranieri nel nostro paese devono rispettare la nostre tradizione e cultura, devono però essere tutelati sul lavoro, come tutto il resto.
Vedi Idv come un partito di sinistra o come qualcosa di diverso?
IdV è un partito di Sinistra, che persegue l’uguaglianza e la trasformazione, quindi NO alle disuguaglianze, al conservatorismo e alle caste.
Quali alleanze per Idv? Con tutti o da solo a sinistra?
IdV crede nelle alleanze costruite sul dialogo (un’arte da imparare!) senza però che queste vadano a “snaturare” quella che é la nostra ideologia di base. Non bisogna inseguire il M5S, né chinare ossequiosamente il capo al Pd; siamo comunque “portatori sani” di un importante 1%! Le alleanze non sono un assegno in bianco, se non ci fossero interlocutori concreti e credibili meglio da soli; non sono d’accordo neppure ad un imparentamento con l’estrema sinistra: NO ad altre Rivoluzioni Civili.
Concezione laica? SI … NO …
Idv associa il termine laico alla rivendicazione dell’ “autonomia decisionale” rispetto ad ogni tipo di condizionamento: religioso, ideologico o morale che sia. Quindi, per definizione, credo che un partito politico nella nostra società post-industriale non possa che essere di natura laica. Questo non significa essere a-religiosi o a-morali, anzi!
Da sempre ci battiamo contro la disuguaglianza di ogni ordine e grado e siamo per la promozione dell’uomo che è il fine di ogni religione. Rivendichiamo, tra l’altro, il libero arbitrio su temi quali l’eutanasia, obbligo cure in fine vita, coppie di fatto.
Organizzazione del partito:
su cosa puntare, cosa eliminare e cosa invece integrare?
E’ ora che si torni a puntare sui territori, sui militanti, su chi davvero rappresenta la “linfa vitale” del partito. Ma bisogna farlo sul serio, garantendo, da statuto, il coinvolgimento DI TUTTI per ogni singola decisione da prendere. Mai più nomine calate dall’alto quindi, ogni incarico deve avere la DOVEROSA legittimazione dalla base. Avete presente come funziona il tessuto animale? Un insieme di cellule si aggrega per portare avanti una determinata funzione, qualunque essa sia. Ecco, è esattamente questa l’organizzazione che dovrebbe esserci all’interno del partito; una sorta di “co-partecipazione a maglia di rete” in cui i vertici captano le proposte/idee della base attraverso una serie di portavoce che fungono proprio giustappunto da tramite. Solo in questo modo il territorio cesserà di essere inteso come sterile “ruota di scorta”, usata e poi dimenticata, e diventerà parte attiva, e VIVA del partito.Proponiamo poi l’istituzione di “Agorà del sapere”, intesi come luoghi di incontro/confronto tra personalità interne ed esterne al partito, atte a dibattere tematiche politiche e sociali con uno sguardo sempre attento alle esigenze dei cittadini
Iscritti e requisiti per la candidabilità
Tutti possono iscriversi, a nessuno è preclusa la possibilità di far parte del partito, purché mostri entusiasmo e “voglia di fare”. Non si può candidare, invece, chi proviene da una militanza di lungo corso in altri schieramenti politici almeno per i primi 5 anni di iscrizione (il purgatorio ci vuole per poter salire in paradiso!).I requisiti per la candidabilità sono: 1-militanza attiva e partecipata 2-indefessa moralità 3-competenza. Tutti i requisiti devono esser riconosciuti dalla base, che segnala il candidato in un sistema di pre-selezione con primarie. Nessun candidato può avere carichi pendenti o condanne passate in giudicato.
Modifiche allo Statuto? Quali?
La più importante è quella che abbiamo indicata: il partito non può essere governato solo da “eletti”; l’organo centrale del partito dovrà avvalersi in misura uguale sia di rappresentanze di eletti, sia di rappresentanze di iscritti su base regionale in funzione del numero di iscritti. Ho letto molte proposte di modifiche allo statuto e alcune le ho trovate decisamente interessanti, ma credo che la nostra faccia “la differenza”, altrimenti correremo il rischio di rimanere esattamente come siamo ora. Problematiche incluse.
Energie rinnovabili
Quando si parla di ambiente ed energia ci sono delle ideologie pervasive che hanno albergato fortemente anche in IdV.Io credo che una cosa sia “tendere verso un obiettivo” un’altra è “risolvere i problemi con le tecnologie esistenti”. In questo caso, infatti, bisogna essere veramente “laici”, e perseguire la trasformazione del “qui e subito” senza attendere il famoso Messia. Per questo motivo ritengo che non si debba sposare nessuna soluzione in maniera “totalizzante”; proprio perché la storia della scienza e della tecnologia ci insegna che il “perfetto” non esiste, né esiterà mai. Ciò che si deve fare è “sperimentare”, cercare il giusto compromesso tra il “vecchio” e il “nuovo” che avanza. Sono favorevole all’utilizzo e all’implementazione delle energie rinnovabili: il nostro territorio ha sole, mare,vento…perché mai non utilizzarli? Va creata un’industria nazionale del settore che sviluppi tecnologia da esportare in tutto il mondo, vanno mantenuti gli incentivi e gli sgravi fiscali verso quest’industria finanziati con i risparmi delle importazioni di petrolio/gas/carbone.
Abolizione finanziamento ai partiti
L’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non deve essere totale, bensì in parte utilizzato per attività politiche sul territorio, con spese certificate e documentate, al fine di consentire lo svolgimento dell’attività politica a chiunque, senza distinzione di classe o ceto sociale. Credo, infatti, che l’attività politica debba essere alla portata di tutti, e un piccolo sostegno pubblico può significare indipendenza. Inoltre A) Sì all’abbassamento del tetto massimo di rimborso B) Sì alla certificazione di tutte le spese C) Sì all’istituzione di un reato penale ad hoc per chi gonfia le spese elettorali D) Sì al rimborso ottenibile solo dai partiti/movimenti con organismi e regole democratiche al loro interno (se vuoi i soldi pubblici, cioè della comunità, il tuo partito deve garantire regole “minime” di partecipazione democratica, quali congressi periodici a tutti i livelli e legittimazione di ogni carica dirigenziale politica). E) I partiti devono avere strutture e organizzazioni snelle.
Libertà destinazione 8 x mille
Sono favorevole. Potrebbe essere una soluzione e un esperimento interessante, equiparare chiese, stato e partiti, per vedere i contribuenti cosa decidono.
Ruolo dei Giovani Idv
Il ruolo dei giovani è vitale! Credo che nuove generazioni debbano indiscutibilmente avere un ruolo centrale nella vita politica del partito e per questa ragione si debba garantir loro visibilità e formazione. L’”Agorà del sapere” adempirebbe perfettamente questo scopo: far crescere, “stimolare” e “formare” i giovani, la nostra classe politica del futuro.
Codice etico
Il codice etico è uno strumento di auto-disciplina che deve essere adottato come “legge di regolamentazione del comportamento personale”. Purtroppo però, sappiamo bene che per quanto forti siano le leggi, ci saranno sempre soggetti “inclini” ad infrangerle; e lo stesso vale per il “codice etico”. Nel caso di semplici militanti, l’espulsione risolve immediatamente ogni problema, ma nel caso degli eletti, pur cacciandoli dal partito, essi restano sempre eletti. Ci vorrebbe, quindi, una legge che, di fatto, faccia automaticamente decadere chi, eletto da un partito, ne venga espulso. Ma tale norma non sarebbe contraria alla laicità del partito? Questo è un problema senza soluzioni reali perché per quanti sforzi si possano concentrare nella definizione di un tale codice, nascerà sempre un caso che non poteva essere previsto. L’ago della bilancia potrebbe però esser rappresentato dagli elettori che, una volta traditi, potrebbero democraticamente decidere di far decadere il rappresentante “indegno”.
Diritti Civili
Ius soli
Personalmente sono favorevole al diritto di cittadinanza per i figli di cittadini stranieri nati in Italia. Credo infatti che questi bambini debbano godere di una “doppia cittadinanza”, quella italiana e quella del Paese di provenienza dei genitori. Una volta raggiunta la maggiore età, sarà a discrezione del ragazzo, scegliere di optare per una o per l’altra.
Femminicidio
E’ un bene che la convenzione di Istanbul sia stata definitivamente approvata. Le donne hanno il sacrosanto diritto di sentirsi protette e assistite dalla legge. Detto ciò mi chiedo: una violenza fatta su una donna ha una valenza diversa se fatta su un uomo? Non sono entrambi esseri umani? Il senso di questa ulteriore “classificazione” di reati sulla persona non mi pare affatto chiaro.
Unioni di Fatto
Assolutamente favorevole. Si tratta di una questione di civiltà e di diritto; nulla a che vedere con la religione. Farei, semmai, un appello alla “sobrietà” nei comportamenti, soprattutto nel corso di determinate manifestazioni.
Adozioni alle suddette coppie
Non credo che il nostro paese sia così all’avanguardia da poter già trattare questo argomento, iniziamo a far accettare le unioni di fatto.
Minori Scomparsi
Servono leggi che tutelino i minori in modo efficiente, la scomparsa dei minori è spesso legata alla ” tratta degli organi umani”. Farei però attenzione alla sopravvalutazione del fenomeno ad opera dei mass media. Molto spesso i minori scompaiono perché si allontanano volontariamente dalla propria casa nella quale vivono un disagio. Le statistiche dicono che circa l’80% dei minori scomparsi rientrano a casa entro il primo anno.
Pari Opportunità
Anche su questo punto occorre essere chiari. Se chiediamo al semplice cittadino cosa intende per “pari opportunità” nella stragrande maggioranza risponderà che uomini e donne devono avere le stesse possibilità di lavoro e di progressione nella carriera fino ai livelli direttivi. Ma questa è la pari opportunità “di genere” che ormai è un tema stagionato anche se rappresenta un obiettivo ancora, purtroppo, lontano dall’essere stato raggiunto. Noi, invece, per “pari opportunità”, intendiamo l’assenza di ostacoli alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo per ragioni connesse non solo al genere, ma anche alla religione, alle convinzioni personali, alla origine etnica, alla disabilità, all’età e all’orientamento sessuale.
Divorzio breve
Favorevole e stiamo lavorando proprio ad una raccolta di firme per questo; 4 anni per un divorzio consensuale e oltre 10 per uno giudiziale sono tempi eccessivi per chi ha deciso di lasciarsi. La legge tutt’ora vigente in materia di unioni, andrebbe modificata anche perché abbreviando i tempi, non solo si ridurrebbero i disagi dei cittadini, ma si risparmierebbe anche un centinaio di milioni l’anno che lo Stato tutt’ora sborsa per abbattimento del contenzioso civile.
Abrogazione del reato di clandestinità e abrogazione delle norme discriminatorie verso gli stranieri in materia di lavoro regolare
NO, gli stranieri nel nostro paese devono rispettare la nostre tradizione e cultura, devono però essere tutelati sul lavoro, come tutto il resto.
martedì 21 maggio 2013
Ci siamo ...
Ecco il post pubblicato oggi sul sito dell'Italia dei Valori ... E' LA MIA PRESENTAZIONE AI TANTI CHE NON MI CONOSCONO ... http://www.italiadeivalori.it/congresso/
Ci siamo. E’ passata la settimana
della verifiche delle candidature e da pochi giorni sappiamo che saremo
in cinque a concorrere per il ruolo di segretario al Congresso di fine
giugno.
Del gruppo dei “big” io sono sicuramente
l’ ”outsider”, il volto meno noto, e forse, quello che nessuno si
sarebbe mai aspettato. Ma le sfide non mi hanno mai spaventato, semmai
mi hanno sempre spronato ad andare avanti nella vita, come nel lavoro,
con determinazione e vivo spirito d’iniziativa.
Ma chi è Nicola Scalera?
Dopo la Laurea in Ingegneria lavoro per
tre anni nel settore delle telecomunicazioni come progettista. Un lavoro
che mi piace e mi soddisfa e per il quale, nei primi mesi, facevo
addirittura fatica a capire “perché” mi retribuissero, visto che
fondamentalmente continuavo a fare le stesse cose che facevo da semplice
studente prima e da stagista/tesista poi.
Sono anni duri, ma affrontati con
tantissima passione e, si sa che quando fai qualcosa che ti piace, la
fatica si sente meno. Il tempo passa in fretta, gli eventi si
accavallano e in meno di sei mesi cambio attività, mi sposo e mi
trasferisco negli Stati Uniti per 12 mesi. Un’esperienza occupazionale e
di vita straordinarie che mi portano a sviluppare una mentalità aperta e
innovativa, unita ad una visione globale del mondo.
Con questo bagaglio straordinario
rientro a Roma e divento Project Manager nel settore Navigazione e
Comunicazioni Integrate presso la “ Thales Alenia Space Italia”, società
per la quale lavoro da ormai 21 anni.
Rispetto agli inizi, le esperienze internazionali restano molto frequenti anche se di minor durata.
E’ un lavoro quotidianamente ricco di
stimoli che assorbe gran parte del mio tempo e delle mie energie.
Accanto a questo, cresce però in me il desiderio di una maggior
partecipazione attiva sia a livello locale, ossia nel mio comune di
appartenenza, Capua, che a livello politico. Non riesco ad accettare
passivamente il degrado cittadino che vedo nella mia città, il
pressappochismo di una certa politica, la noncuranza con cui le
istituzioni tutelano i diritti dei cittadini. E’ così, nel 2005,
partecipo alla fondazione del Movimento Socio-Politico Capuattiva, di
cui sono tuttora membro e collaboratore, e mi iscrivo all’Italia dei
Valori, divenendo nel 2011 responsabile del Circolo di Capua.
Da qui parte quella che io chiamo la mia
“seconda vita”, ovvero quella di un libero cittadino che ha deciso di
“metterci la faccia” perché crede ancora nella buona politica, quella
sana, trasparente, democratica. Insomma, quella politica che non ha
paura del confronto e del dialogo con i cittadini perché ha capito che
solo un sano contraddittorio può portare alla crescita e al bene comune.
E’ una bella sfida, ne sono consapevole … ma sono pronto e credo di avere tutte le carte in regola per vincerla!
Mozione Congressuale ...
MOZIONE
CONGRESSUALE PER NICOLA SCALERA SEGRETARIO NAZIONALE IDV
PER UN PARTITO PLURALE E INNOVATORE
…
PER UN PARTITO DEL TERRITORIO E
DELLA GENTE …
DOVE IL CONFRONTO DEMOCRATICO SIA IL
FONDAMENTO
PER UNA MILITANZA ATTIVA,
PROPOSITIVA E CONSAPEVOLE
Premessa
Ogni nostra attività, sia essa da singoli che in gruppi
sociali organizzati, utilizza gli strumenti del dialogo e del confronto.
Partecipare al dialogo condividendo apertamente
le proprie idee è condizione essenziale per arrivare sulla strada migliore per
la crescita culturale, sociale ed economica di una comunità. Un dialogo, quando
è fatto anche di domande e risposte, diventa un “gioco serio” dove ciascuno
esercita un proprio diritto che gli proviene
dall'altro e non dall’alto, un “gioco serio” dove le regole prevedono la condivisione e non l’imposizione.
Queste semplici, persino banali, modalità di procedere dovrebbero essere da
esempio per tutte le organizzazioni sociali, e per i partiti politici più che
ogni altra.
Purtroppo
una forma di dialogo così fatto è oggi merce rara, confinata com’è in pochi e
ristretti ambienti, in rare e casuali occasioni. Troppi vivono nella
convinzione di essere in possesso di
privilegi che nessuno dovrà e potrà mai più togliergli, troppi si sono
convinti di possedere le chiavi di
lettura del mondo non accettando per nessun motivo di mettersi in
discussione.
Quello che abbiamo di fronte non è più un amico o un compagno di
percorso, con il quale ricercare anche piccole verità attraverso il “gioco
serio” di domande e risposte, attraverso un dialogo rispettoso. Quello che abbiamo di fronte è un
avversario che ha torto a prescindere, è un nemico dannoso, la cui sola
esistenza è avvertita come una minaccia.
Così
muore il dialogo ed impera la polemica
il cui unico obiettivo è l’annullamento dell’altro come interlocutore,
l’affermazione “senza se e senza ma” del nostro punto di vista. Ormai è così
dalle più elevate discussioni politiche a quelle più banali da bar. Ed è,
purtroppo, così anche nelle discussioni in famiglia concorrendo all’aumento del
loro malessere. Si enfatizza, si alza la voce, si grida, si gesticola, si
assumono pose plateali… insomma al posto
del dialogo subentra il teatrino, un teatrino nauseante che vorrebbe
ridurci a semplici marionette, sterilizzando ogni nostra capacità di risposta
seria e sensata.
Tutto
questo rappresenta un grave pericolo perché nella storia non si è mai visto nascere nuove idee dalla polemica. E solo Dio sa
di quante nuove idee avremmo bisogno per affrontare con umanità e senso del
Bene Comune le sfide di questo mondo sempre più complesso e tecnologico.
(rielaborato dal periodico NARRAZIONI,
Vol. 12, Num. 3, settembre 2010, Prefazione di A. Malorni)
Prospettiva politica
Il congresso dovrà essere in grado di far avvertire, sia all’interno
sia all’esterno del partito, una discontinuità
di indirizzi e di comportamenti politici, un segnale oggi largamente atteso
nel partito. Ma tale discontinuità con il passato non deve risolversi in un mero espediente tattico e verbale,
bensì dovrà scaturire da un’analisi severa e rigorosa dello stato del partito,
stato che comunque ha contribuito insieme ad altre cause esterne al partito
alla sconfitta nelle ultime elezioni
politiche. E discontinuità vuol dire anche avviare una gestione del partito
che privilegi la partecipazione, la
trasparenza e la democrazia interna, tutte sacrificate negli ultimi anni,
per superare i seri e palesi limiti rispetto all’identità e alla appartenenza
al partito come forza di centro-sinistra, convinta delle proprie ragioni e dei
propri valori.
Il successo di una politica e di un partito dipendono sia dai contenuti e dai valori condivisi,
per i quali ci si impegna, sia dalla
coerenza e dalla credibilità con le quali quei contenuti e quei valori
vengono perseguiti. Guardando retrospettivamente agli ultimi dieci anni non
possiamo non riconoscere che siamo stati fortemente deficitari su entrambi
questi fronti.
Per tale motivo occorre mettere in campo una serie di azioni e di comportamenti
che assicurino il rilancio del partito e della sua identità, in quanto:
-
non può esservi crescita del partito senza definire
l’identità politica dello stesso;
- non vi può essere identità senza una avanzata democrazia
interna che porti sempre ad assumere collegialmente soluzioni mediate e condivise
da tutti.
Ringraziamo oggi il nostro presidente Antonio Di Pietro, leader indiscusso del partito fino ad
oggi, certi che nella nuova posizione che il Congresso saprà assegnargli darà
l'apporto che serve al rinnovato partito
e avrà come meta quella di far crescere
il partito e il Paese oltre la propria leadership carismatica, nella
consapevolezza che le persone passano mentre le idee, le passioni, l’amore per il proprio Paese devono andare
oltre gli uomini.
Auspichiamo una prospettiva politica che abbia le fondamenta
su queste basi quale l’unica in grado di rilanciare l’Italia dei Valori in quanto consente immediatamente anche il recupero di adesioni e di voti
principalmente tra chi ha temporaneamente deciso di non votare per la nausea
verso un modo di fare politica al
quale, purtroppo, anche noi, negli anni, ci siamo pian piano allineati.
E’ giunto il momento di far
cadere l’immagine di un partito visto come un autobus sul quale si sale e
si scende a proprio piacimento quando si è arrivati alla destinazione che ci si
era prefissi. Occorre invece che la meta
sia comune per tutti: la meta è la crescita e lo sviluppo della nostra
società, crescita e sviluppo che si
realizzano attraverso idee nuove e condivise e non riducendo l’azione politica
ad una sterile contrapposizione a Silvio Berlusconi, che ha se stesso come suo peggiore avversario
a causa del suo modo di essere che appare di giorno in giorno sempre più chiaro
(e le tante e recenti contestazioni, anche pubbliche, ne sono la riprova).
Il valore della
partecipazione politica
La sconfitta alle
ultime elezioni può diventare una nuova partenza ma solo dopo un processo di 'purificazione'. Una
condizione dello spirito visibile e tangibile nell'atteggiamento di molti che,
delusi dalle vicende della politica
senza voce e senza slancio, sia del governo nazionale sia di quelli locali,
tornano nel 'privato'. E' la conseguenza naturale del vuoto, dell'afasia, della
mancanza di ogni concreto dibattito e proposta sulle questioni più delicate
quali, tra le altre, lo sviluppo e la
legalità.
In questo contesto, ed è questo
paradossale, l'iniziativa politica è passata da chi ha vinto-senza-vincere le elezioni in mano a chi le ha perse-senza-perderle, con la destra
interamente impegnata a utilizzare uno spazio
immenso lasciato libero dalle difficoltà del centrosinistra nel costruire un progetto per questo Paese.
Quello spazio immenso, che era ed è
nostro, da oggi ci tocca riprenderlo … e quel progetto, a cui stavamo partecipando e che stavamo costruendo, che
era ed è anche nostro, da oggi ci tocca rilanciarlo.
La crisi del nostro partito, come quella dei partiti
dell'area del centrosinistra, si traduce nella sempre minore capacità di intercettare consensi e di creare entusiasmi, si
avverte nel sempre difficile dialogo con
la società civile, con le associazioni, con quanti hanno tanto da dare in
termini di partecipazione e di proposta (l’esperienza di Rivoluzione Civile è
solo l’ultimo degli esempi). Un dialogo non ricercato, spesso invocato in
maniera strumentale, mai vero e sofferto, quasi
sempre contrastato in quanto visto come impropria intrusione su terreni
privilegiati. Eppure ci sarebbe tanto da dire. Questioni fondamentali
come l'emergenza ambientale, la criminalità, l'illegalità diffusa, la crisi
del sistema scolastico e universitario, la dispersione scolastica, la tutela
dei minori, il lavoro nero, l'occupazione, ecc. vengono relegate al
ruolo di spots propagandistico-elettorali e non diventano veri punti
programmatici di un dibattito serrato. Eppure ci sarebbe tanto da fare.
La realtà delle cose indurrebbe ad
una desolata rassegnazione. Eppure viene da chiedersi se questa
condizione di rassegnazione non sia il risultato di un cosciente agire politico
che tende a chiudere gli spazi della partecipazione, relegando noi tutti in
un'angusta 'riserva indiana' del pre-politico. Viene
da chiedersi se questo stato di rassegnazione non sia lo spazio vitale e
precondizionato dove gli "unti",
quelli dei privilegi irrinunciabili, lanciano solo nel momento elettorale l'appello all'unità contro i barbari alle
porte per poter raggiungere i loro obiettivi esclusivamente elettorali.
Ma se a questa domanda diamo una
risposta, allora sappiamo che non è possibile restare indifferenti.
Sappiamo anche che a tutto ciò è necessario opporre una presenza critica e responsabile, non per colmare i vuoti della
politica, ma al contrario per
trasportare le esigenze dei cittadini nell'area della politica, di fare in
modo che il dibattito si sposti sul piano della verità e della ragione. Sono
tantissimi le donne e gli uomini, non solo del centrosinistra, che avvertono
questa esigenza e noi quest’esigenza dobbiamo essere in grado di intercettare
perché è ance nostra. E' vitale, dunque, incamminarsi su questa strada,
riappropriandoci del nostro destino … è vitale dare un’anima sicura alla rivoluzione sociale che il mondo si
attende.
Non basta una retorica
del cambiamento, né un generico richiamo all’orgoglio di partito, quando l’orgoglio è veramente sentito, perché
di fatto il partito non ha attualmente nessuno strumento di formazione e
comunicazione, con una vita interna poco partecipata e democratica. Con le
ultime esperienze di salita e discesa dall’autobus pensiamo sia anche concluso,
per fallimento, il modello di direzione
leaderistica, il modello, cioè, di una “democrazia di mandato” fondata su
deleghe in bianco a singoli o a ristretti gruppi di comando e a deboli sistemi
collettivi di formazione delle idee e delle decisioni. Invece, bisogna avere
coraggio nel rinnovare i gruppi dirigenti, operando un’apertura a nuove
generazioni di giovani, di donne, di lavoratori, di intellettuali e combattendo ogni forma di cooptazione, di
notabilato, di carrierismo politico.
Noi riteniamo, pertanto, che vada
creata un nuovo tipo di organizzazione
per mettere in campo una grande iniziativa di mobilitazione delle coscienze per
ridare un'anima alla politica, sempre più persa nei meandri del potere. Occorre
promuovere la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica ed amministrativa
con trasparenza.
Va ricostruito un
luogo della politica più ampio dove i cittadini possono discutere di loro
problemi fondamentali, al fine di assicurare la vivibilità ed il bene comune.
Per realizzare quest'obiettivo è
necessario costruire all’interno del partito una nuova sensibilità che promuova
la partecipazione politica. Solo con la partecipazione è possibile ricostruire
un progetto che dia risposte ai bisogni sociali. Si tratta di operare un vero
cambiamento che abbia come elemento principale della propria azione la rigenerazione della politica.
Avere
un progetto sulle sfide aperte grandi e piccole
Innanzi tutto occorre ripensare ai temi dell'educazione, della formazione,
della ricerca, temi che devono diventare la nuova frontiera per abbattere
il grado di povertà culturale e di analfabetismo di ritorno presente nel Paese.
Tutti sanno che in Italia la spesa per la ricerca scientifica e per la pubblica
istruzione è ridicolamente bassa se confrontata con gli altri paesi
industrializzati. Bisogna riparlare di una politica
culturale che punti al rilancio della scuola e delle università, allo
sviluppo dei rapporti tra scuola e società e che metta il Paese in condizione
non solo di superare la concezione imperante di un mondo ultramaterialistico e
unidimensionale, agghiacciante nella sua omogeneità, ma anche di fornirsi di
strumenti idonei alla comprensione del
diverso. Va, pertanto, elaborato un nuovo rapporto scuola/mondo del lavoro per una vera riforma, per una
scuola moderna e all’avanguardia, creando i giusti collegamenti tra il mondo
della scuola ed il mondo esterno, sia in ambito tecnico economico-scientifico
sia umanistico.
Il nostro partito, che pone il
merito tra i suoi valori, dovrebbe avere un’idea dello sviluppo fondata sulla qualità sociale e ambientale. La qualità
del sistema Italia sarà l’elemento di competitività sempre più determinante
nella dimensione internazionale, così come lo sono già la ricerca,
l’innovazione dei cicli produttivi e delle merci, la valorizzazione della
risorsa lavoro e delle competenze. Puntare sulla qualità sociale e ambientale significa cercare risposte nuove a
vecchi e irrisolti problemi. Ad esempio, è necessario uscire dal dualismo inceneritore-discarica per il
problema dello smaltimento dei rifiuti quando sul mercato internazionale sono
disponibili tecnologie nuove, ma
completamente misconosciute o ignorate
dall’attuale classe politica, la nostra più delle altre, tecnologie che
potrebbero essere introdotte con il duplice effetto di non aggravare ulteriormente
la già pessima situazione ambientale
e di avviare un contenimento del fattore sociale, cioè della malavita legata al trattamento dei rifiuti.
Di questo è sempre molto difficile parlare nel nostro Paese, noi in Campania siamo in prima linea e
abbiamo da anni instaurato un proficuo rapporto con i Movimenti e le Associazioni
locali e regionali.
La qualità ambientale, poi, ha delle valenze che travalicano lo
sviluppo economico e che diventano la leva di una nuova idea dello sviluppo. La tutela dell’ambiente, infatti, è
intimamente connessa con la qualità della vita, la salute, la sostenibilità
ambientale, la conservazione dell’energia, tutti parametri essenziali per
entrare nel futuro con una prospettiva di rischi fortemente ridimensionata.
Il nostro partito deve essere quindi
in grado di elaborare nuove o più articolate risposte alle sfide aperte nel nostro Paese che, per citarne di passaggio solo
alcune, si concretizzano nell’utilizzo delle energie rinnovabili e nella
ricerca di fonti alternative, nel miglioramento e nell’implementazione delle
infrastrutture nazionali che spaziano dai trasporti alle grandi infrastrutture
di ricerca, nel potenziamento delle strutture turistiche per un effettivo
impulso al potenziale turistico/economico con un coinvolgimento anche del
settore archeologico e ambientale, nel varo di un piano nazionale di
consolidamento idrogeologico del territorio con la creazione di strutture di
controllo del tessuto naturistico/forestale, nella formazione di gruppi di
osservazione e pianificazione e sostegno per le richieste di finanziamento di
provenienza europea.
Infine occorre promuovere un sistema di micro finanziamenti
alle imprese piccole e medie, da sempre l’anima del nostro Paese, e ausili effettivi
per le società costituite da giovani, occorre instaurare un sistema di
paracadute sociale per le famiglie in crisi o a zero reddito, occorre favorire
senza discriminazioni l’ingresso delle donne in ogni attività sociale e
lavorativa con sostegni economici e materiali per coloro che sono in attesa di
un figlio o in maternità
o nella condizione di ragazze madri. Questo, in sintesi, deve essere il nostro
sentirci ed il nostro “essere di sinistra”.
Conclusioni
La
personalizzazione della politica ha assunto nel nostro Paese una dimensione
allarmante a tutti i livelli anche per il rapporto anomalo che si instaura tra
mass-media e politica. Per effetto di questo rapporto anomalo un disvalore cambia di segno e viene
percepito, subìto o assunto come valore,
pure nel nostro partito, con conseguenze devastanti perché accade anche che
decisioni di grande rilevanza siano assunte in modo non trasparente e al di
fuori di ogni confronto nelle sedi democratiche. Quando ciò avviene, si incrina
il rapporto vertice/base di un partito
e si affievolisce il rapporto
politica/società. Occorre, perciò, una correzione di questa tendenza e un
ritorno ad una corretta e democratica gestione collegiale del partito, che
resta l’unico antidoto efficace a contrastarla. Possono anche verificarsi
situazioni in cui sia necessaria una rapidità nella decisione e in questi rari
casi è ammissibile che la scelta avvenga nella “solitudine del potere”. Ma
quando queste situazioni da eccezionali
diventano prassi ordinaria allora si cade in un chiuso personalismo, nemico
della democrazia e della coesione interna. In queste condizioni di interruzione
di comunicazione vertice/base si instaura nel vertice anche una tendenza alla
sottovalutazione delle esigenze di cura e di rinnovamento del partito con
l’innesco di deleteri processi autocatalitici.
Per incidere concretamente sul rinnovamento del partito,
auspichiamo allora l’elezione di un segretario
e di un gruppo dirigente che sappiano raccogliere la sfida della
ricostruzione del partito, che sia un partito che riparta dal basso, aperto
cioè al nuovo, all’impegno dei militanti e a tutti i cittadini che ancora si
riconoscono in quanti come noi lavorano nei territori.
Un
partito rinnovato e un movimento capaci di produrre cultura, capaci di stimolare il dialogo, nella accezione riportata
nella premessa, su questioni fondamentali e che, allo stesso tempo, abbiano la
forza di 'con-vincere' nei luoghi
delle scelte attraverso l'impegno di uomini e di idee. Un partito e un
movimento che offrano ai cittadini la possibilità di essere protagonisti
sul terreno delle scelte, sapendo bene che, quando la democrazia tradizionale
fornisce, come è attualmente, forti segnali di crisi, il valore principe da
tutelare diventa quello del proprio vivere liberi.
Soprattutto un partito che dia più poteri ai militanti, che abbia più rapporti con gli elettori, che faccia ampie verifiche sull’operato dei suoi dirigenti locali per evitare
una volta per tutte gli episodi che c’hanno resi tristemente famosi e che non
possiamo più sopportare che si ripetano.
Un partito quindi che realizzi le migliori condizioni di
democrazia interna.
Auspichiamo insomma l’elezione di un segretario e di un gruppo dirigente che viva di
partecipazione, che ami sentire più il
noi che non l’io e che operi realmente nel solco di autentiche tradizioni e
di Valori per dar vita dentro e fuori al partito a questo muoversi di uomini e
di idee nuove e condivise, pur nella reale consapevolezza (e citando Friedrich
Dürrenmatt) che “… non siamo né quelli
che eravamo un tempo né quelli che dovremmo essere ora.” Il nostro
impegno c’è e ci sarà sempre perché nulla sia trascurato per essere quello che
dovremmo essere … oggi e domani.
domenica 19 maggio 2013
IDV riparte anche da Capua ...
Il rinnovamento e il nuovo ciclo dell’Italia dei Valori passa anche per Capua.
Nicola Scalera, presidente del Circolo cittadino, è infatti tra i cinque candidati alla Segreteria Nazionale. Il Congresso Straordinario del 28-29-30 Giugno designerà il successore di Antonio Di Pietro, per il quale si profila il ruolo di Presidente onorario.
A due anni dalla sua esistenza quindi il Circolo di Capua sale alla ribalta nazionale del Partito, nel difficile momento dell’avvio del nuovo corso.
La mozione presentata da Scalera definisce i temi del rinnovamento che la base auspica “per un partito plurale e innovatore, per un partito del territorio e della gente, dove il confronto democratico sia il fondamento per una militanza attiva, propositiva e consapevole”.
La candidatura di Scalera è nata nelle scorse settimane durante una serie di fitte riunioni a livello provinciale. Come previsto dai regolamenti del Congresso sono stati presentati i 100 appoggi degli iscritti al partito provenienti da 4 regioni diverse, con solo un terzo di nuovi iscritti.
Ora parte la campagna elettorale che porterà al Congresso ed al voto del 30 Giugno.
“Sono molto soddisfatto della fiducia che hanno riposto in me gli amici casertani e quelli delle altre regioni che mi hanno fornito il loro sostegno - ha dichiarato Scalera. Da quando i profili dei candidati sono stati pubblicati sul sito del partito ho iniziato a ricevere tante e-mail da ogni parte d’Italia. Molte sono di incoraggiamento e sostegno, alcune di critica per il passato del partito, ma in tutti i casi sono per me un’occasione di un utile e bel confronto con nuove persone. Quella che vivrò nel prossimo mese e mezzo sarà un’esperienza molto interessante, il confronto con personalità che sono da anni nella dirigenza nazionale del partito di sicuro mi arricchirà sul profilo sia umano che politico. Qualcuno mi ha già chiesto se e quanto coraggio c’è voluto per accettare una tale proposta, la risposta che ho inviato è stata che un po’ di coraggio ci vuole ma di sicuro ce ne vuole molto di più a sostenere e a diffondere i nostri Valori nelle nostre zone.”
venerdì 17 maggio 2013
ci siamo anche noi ... da Capua, da Caserta, dalla Campania !!!
L'ITALIA DEI VALORI RIPARTE ...
E CI SIAMO ANCHE NOI ... DA CAPUA, DA CASERTA, DALLA CAMPANIA ...
ECCO L'INDIRIZZO DELLA PAGINA CON TUTTI I DETTAGLI:
QUI INVECE CI SONO I CURRICULUM ... DEI CANDIDATI:
PRESTO RICEVEREMO LE CREDENZIALI DI ACCESSO ED IL SITO SI ARRICCHIRA' DI CONTENUTI DI OGNUNO DEI CANDIDATI ...
sabato 4 maggio 2013
Maggio 2012 - Maggio 2013: anniversari ...
E’
prossimo l’anniversario di due eventi del mese di Maggio 2012.
Ci riferiamo al
Consiglio Comunale Aperto sul Gassificatore del 8 Maggio 2012 e al prologo del
giorno prima, il “convegno pro-gas” tenuto al Teatro Ricciardi e organizzato da
un mai identificato Comitato pro-Gassificatore che dopo quel giorno non si è
più sentito!
Pochi e vivi i ricordi di quella serata “teatrale”: innanzitutto un
interminabile video introduttivo di RAI2 sull’emergenza rifiuti al quale molti
dei presenti obiettarono “ma se mi volevo vedè ‘a televisione me ne restavo a
casa!”. Poi le riflessioni del giudice Ceglie che, dopo l’iniziale prudenza per
non essere un “esperto di rifiuti”, si lanciò in una filippica contro i
“Rifiuti Zero” colpevoli, a suo “inesperto e sindacabile parere”, di causare il
blocco di tutti i processi produttivi. Infine le giustificazioni
dell’ex-assessore all’ambiente che, alla mia domanda del perché mai ci fossero i
ristori ai Comuni se gli impianti erano così “utili e salubri” come da lei appena
esposto, non battè ciglio nell’affermare che quei fondi servivano a “convincere
i cittadini”. A convincerli di cosa, poi? che la salute si può barattare col
denaro? Mah, meglio non commentare!
Il giorno dopo, al Consiglio Comunale
Aperto Sindaco e Presidenza avevano chiarito che in quell’Assemblea non si
poteva né votare nè decidere su nulla, ma solo esporre proprie idee ed istanze.
Ai cittadini erano assegnati 5 minuti, più 5 per eventuali repliche, mentre i
Consiglieri avevano 30+30 minuti, il che rese la seduta un fiume di battibecchi
tra i Consiglieri ed affrettate esposizioni di cittadini costipati nei loro tempi.
Nessuno scritto si poteva allegare al verbale, guai a lasciare tracce di cosa
si proponeva!, ma eventuali proposte andavano indirizzate al Sindaco tramite
l’Ufficio Protocollo.
Il Circolo Idv seguì questa procedura alla lettera con
quattro istanze protocollate che oggi, ad un anno di distanza, sono ancora
lettera morta. Ma siccome la salute, l’ambiente e la trasparenza non conoscono
prescrizioni, ricordiamo le quattro proposte/istanze su cui chiediamo una replica
scritta:
(1) adozione a Capua della "Strategia Rifiuti Zero entro il 2020”. Su questo punto proponevamo
una serie di progetti concreti e l’istituzione di un Osservatorio per le azioni
sulla riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il corretto trattamento
dei materiali differenziati;
(2) annullamento delle Delibere con cui il Comune di
Capua ha dato la sua disponibilità per l’impianto. Su questo punto non c’è mai
stata una discussione e mai una votazione in Consiglio Comunale;
(3) moratoria
per le centrali di produzione di energia elettrica da biomassa: anche su questo
punto non c’è mai stata una discussione in Consiglio Comunale;
(4) evidenza dei
risultati delle analisi effettuate al laghetto di Località Purgatorio: i
risultati delle analisi, sbandierati “a voce” in pubblico dal primo cittadino, sono
ancora di dubbia esistenza. A prova di ciò nel "Piano Regionale di
Bonifica dei Siti Inquinati”, emesso dalla Regione Campania il 31 Luglio 2012,
il sito Cava Purgatorio–Formis è riportato come affetto da “contaminanti aromatici
e metalli” e con un Piano di caratterizzazione “solo approvato” (quindi mai
messo in atto né alcuna analisi mai effettuata!), doveroso sarebbe che il primo
cittadino di Capua ci smentisse fornendo l’evidenza scritta delle analisi che
dice di possedere.
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