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mercoledì 10 agosto 2011

...Repliche...

Pubblichiamo i due articoli apparsi ieri e oggi sulla Gazzetta di Caserta ... che fanno seguito al Comunicato Stampa di Domenica scorsa ...

Alla replica di ieri ... emessa dal nostro Sindaco ... segue l'articolo di oggi del Circolo Idv ...

REPLICA DEL SINDACO (da Gazzetta di Caserta del 9 Agosto 2011):


Comunicato di Idv (da Gazzetta di Caserta del 10 Agosto 2011):

Idv non cadrà mai nei maldestri tentativi di trasformare in polemiche personali le questioni relative a principi di validità universale quali la legalità e la trasparenza nei propri atti amministrativi.  

Vogliamo solo chiarire che, chi oggi ammette per iscritto che è “tenuto alla domiciliazione”  non fa altro che ammettere di “essere un indagato” e, in quanto tale, tenuto ad indicare una propria domiciliazione. 

Premesso questo, è necessario puntualizzare il rispetto che meritano i cittadini capuani che hanno concesso la loro preferenza al nostro e agli altri partiti oggi in minoranza in città. 

Come tutti sanno la maggioranza bulgara che ci governa è frutto di accordi last-minute, su cui non siamo certo noi deputati ad indagare. Ben diverso è stato il risultato elettorale allorquando i nostri cittadini sono stati chiamati ad esprimersi, con ben altra libertà di scelta, sui quesiti referendari. 
In quell’occasione, a meno di un mese di distanza dalla tornata amministrativa, il 54% degli elettori ha ribaltato, con il 98% di voti, il risultato del mese precedente con un significativo buon auspicio per le prossime tornate. 

Chiarito questo, Idv vuole ribadire che ha sempre messo al primo posto i problemi della città e le proposte per una loro soluzione pulita e trasparente. Non cambieremo mai il nostro approccio, a dispetto di quanti invece vorrebbero distrarre e rendere polemici i discorsi. 

E’ significativo un passo di un grande della nostra storia politica nazionale che ben si adatta al momento storico nazionale e locale: “… troppo pochi sono gli uomini che si sforzano di comprendere in tutte le sue complicate risorse malefiche la società cui appartengono; troppo pochi sono quelli che si propongono di trasformarla concretamente, che si propongono, nell’attesa di poterla sostituire, di imprigionarla nella rete di un intenso controllo per impedirle di far diventare crudele il maleficio che richiude latente…”. 

Su questa “azione di controllo” Idv ha preso un impegno sacrosanto con la città. Attraverso i nostri gruppi di lavoro, ormai quest’azione è partita e cominciamo a diffondere i primi risultati. 

L’organizzazione che abbiamo messo in atto non sarà più possibile arrestarla e, ne siamo coscienti, è quella che più infastidisce chi pensava che il consenso bulgaro fosse sufficiente per rigovernare indisturbato a dispetto della politica democratica. Torneremo presto con i nuovi temi e le nuove proposte che abbiamo in cantiere.

sabato 6 agosto 2011

...difensori d'ufficio"...

Il termine “giustizialista” è stato creato ad arte per screditare chi crede nell’operato dei giudici e chi rispetta quanti spendono le loro energie nel duro lavoro di ricerca del “vero”. 

Purtroppo spesso, nella nostra terra, il vero diventa un concetto legato alla cultura del “nun s’addà sapere”. 

Noi siamo e restiamo fermi sostenitori di un principio diverso: ad una qualsivoglia inquisizione di un giudice per qualsivoglia reato non si dovrebbe mai usare la modalità difensiva del “ce l’ha con me” o, peggio, “questo giudice usa la giustizia” per suoi “fini politici”. 

Questa la premessa, veniamo ora ai fatti. 

Durante la scorsa campagna elettorale Idv chiese al Sindaco, candidato a succedere a se stesso, un chiarimento sulle voci di presunte indagini a suo carico e sulla relativa sua iscrizione nel Registro degli indagati del Tribunale di S.Maria C.V. 

La risposta di allora ricalcò il copione che l’attacco è la miglior difesa. Infatti invece di giustificazioni difensive ci arrivarono accuse di giustizialismo, di ricerca di un “facile” consenso e che “altri” erano i sistemi per cercare voti. 

Non vogliamo entrare nel merito di quali fossero gli “altri” sistemi che stavano usando all’epoca per oleare una macchina del consenso che ha portato i ricchi frutti del 90%. 

L’accusa di allora ci fece sorridere e ancora più “amaramente” sorridiamo oggi allorchè, tra le Delibere di Giunta pubblicate nell’Albo Pretorio del Comune di Capua, troviamo la n.202 e n.203 del 28 luglio scorso. 

Nella prima si legge che alle 18:19 si riunisce la Giunta Municipale, presieduta dal vice-sindaco, con il Sindaco registrato come assente, per analizzare la nota del 25.07.2011 con la quale “il Sindaco del Comune di Capua, ha comunicato di essere stato identificato quale persona sottoposta ad indagini relativamente al procedimento penale n. 19776/10”. C’è poi l’indicazione del proprio legale difensore di fiducia e la richiesta per l’Ente dell’assunzione dell’onere della difesa. 

Nella seconda delibera, la n.203, si legge invece che alle 18:21 (dopo due minuti!), nella stessa “Sala delle adunanze della Sede Comunale” si riunisce la stessa Giunta, stavolta presieduta dal Sindaco registrato come presente, per analizzare la nota del 25.07.2011 del responsabile del Settore Amm.vo con la quale si comunica la stessa situazione di indagini a suo carico, i nomi dei suoi avvocati difensori e la stessa richiesta di assunzione dell’onere della difesa a carico dell’Ente. 

Tutto legale? Certo, non lo mettiamo in dubbio, ma ci deve essere consentito un minimo di perplessità su un tale operato. 

Un amministratore indagato dovrebbe sentire l’obbligo morale di dimettersi e non il diritto acquisito di restare al suo posto e, in più, di essere difeso a spese della collettività.

La nostra città, per il prestigio che le è assegnato dalla sua storia e per il futuro che le vorremmo assicurare, meriterebbe non solo amministratori senza condanne di primo grado, non solo privi di indagini e inquisizioni a loro carico, ma che siano assolutamente aldisopra di ogni sospetto. 

Quanto siamo lontani da tutto questo dovrebbe essere chiaro a tutti. Oggi non vogliamo solo essere accusatori, vogliamo poter contare sull’unione di quelli che hanno a cuore solo il bene della città, per creare assieme a loro le premesse per un’alternativa sana e veramente nuova. 

Chi non ha interessi personali da curare sa aspettare: il futuro non potrà che riservarci tempi migliori.

giovedì 5 maggio 2011

Una domanda al Sindaco: “Ma è vero che è indagato per peculato?”

“Non ci devono essere i giudici dove si fa politica!”. 
E’ questo uno dei principi fondamentali della politica e della cultura berlusconiana. In prima battuta possiamo anche condividere il principio, anche se con una piccola precisazione: “Non ci devono essere giudici dove si fa politica, ma non perché non ci devono essere i giudici, ma perché non si devono commettere reati!”. 

La precisazione non è da poco e va ribadita e applicata a tutti i livelli, da quello del governo nazionale a quello delle amministrazioni locali dove sindaci e amministratori devono essere al di sopra di ogni sospetto sia per la loro storia personale che per quella pubblica che per il loro operato. 

Questo il prologo, ora veniamo al dunque: 
corre voce insistente che il Sindaco uscente della nostra città sia inserito nel registro degli indagati con una serie di conseguenti procedimenti in corso a suo carico, primo dei quali “per peculato”. 

Il nostro stile non è quello di alimentare e cavalcare sospetti: non vogliamo quindi essere accusati di giustizialismo (neologismo berlusconiano a indicare colui che vuole il rispetto delle leggi!) né vogliamo alimentare voci tutte da verificare. 

Se scriviamo queste note è per chiedere e per fare chiarezza. 

Ci corre quindi l’obbligo di chiedere con fermezza al nostro Sindaco uscente se è vera o non è vera la notizia e, in questo secondo caso, per quanti e per quali reati sono in corso procedimenti. 

Facciamo notare che Italia dei Valori ha chiesto a tutti i suoi candidati per queste elezioni di sottoscrivere il codice etico del partito e di fornire la certificazione dell’assenza di carichi penali passati o pendenti a loro carico. 

Restiamo in attesa di una replica ufficiale perché, dove si fa politica, “non ci devono essere i giudici”, non ci devono essere reati e nemmeno sospetti o pettegolezzi.