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venerdì 2 dicembre 2011

Tarsu: c’è qualcosa che non va …


La raccolta differenziata aumenta e la tassa dei rifiuti non diminuisce? 

Qualche risposta arriva dall'analisi del Bilancio Consuntivo 2010, dove nei conti del Servizio di "raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani" si legge che i Costi del Servizio sono coperti quasi esclusivamente dai Ricavi della Tassa, quindi a totale carico dei cittadini. 

Le due cifre, dei Costi del Servizio e dei Ricavi per la Tassa, sono infatti molto simili e vicine ai 3milioni e 420mila euro. C'è invece una quota definita Altri Ricavi, pari ad oltre 568mila euro, che non viene considerata per coprire il Costo del Servizio. 

E' anche strano, e da chiarire, che alla voce Raccolta Differenziata corrisponde un Ricavo pari a zero. 



Tutto questo è dichiarato esplicitamente quando la copertura dei Costi è riportata pari al 117%, valore uguale al rapporto tra i Ricavi Totali e i Costi Totali. A conferma di tutto ciò arriva anche una seconda sintesi, dallo stesso documento di Rendiconto 2010 dove, a commento dei Servizi Indispensabili, la copertura dei Costi per il Servizio di "Nettezza Urbana" è dichiarata pari al 100% nelle previsioni iniziali mentre è computata al 117% a consuntivo. 

"Sembrerebbe" quindi che la Tassa dei Rifiuti è sovrastimata con un 17% in più sottratto dalle tasche dei cittadini.

Invitiamo vivamente chi di dovere a fare le opportune verifiche e a fornire pubbliche spiegazioni.

martedì 1 novembre 2011

Tarsu e Rendiconto 2010 ...


Qualche settimana fa osservavamo che, per la corretta determinazione della Tarsu, è fondamentale che il Costo Medio Generale, quello a carico degli utenti, si ottenga tenendo correttamente in conto tutte le voci senza procedere, invece, in maniera semplicistica e dannosa per i cittadini, con una mera divisione: “Totale dei Costi del Servizio” diviso “Totale delle Aree Servite”. 

Questo significherebbe che, a danno degli utenti-cittadini e disapplicando la legge: 

- si ometterebbe di determinare la partecipazione alla copertura dei costi spettante al Comune e da iscrivere in apposita voce di bilancio annuale dell’Ente; 

- si ometterebbe di determinare la partecipazione alla copertura dei costi spettante allo Stato; 

- si ometterebbe di determinare i ricavi ottenibili per il conferimento della raccolta differenziata. 

Ipotizzavamo che si spiegherebbe forse così l’esosa tariffa Tarsu richiesta in questi ultimi anni dal Comune di Capua. 

Oggi, rileggendo i dati dal Bilancio Consuntivo 2010, i dubbi su quelle omissioni ricevono, purtroppo per i cittadini, delle amare conferme. 

Dal Conto Economico del Servizio di “raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani” si evince che la copertura dei Costi del Servizio proviene quasi esclusivamente dai Ricavi per la Tassa, ed è quindi a totale carico dei cittadini. Le due cifre, dei Costi del Servizio e dei Ricavi per la Tassa, sono infatti molto simili e vicine ai 3milioni e 420mila euro. C'è invece una quota di Altri Ricavi, pari ad oltre 568mila euro, che non viene considerata per compensare il Costo del Servizio. E’ anche strano, e da chiarire, perché dalla voce Raccolta Differenziata si ha un Ricavo pari a zero. 

Tutto questo è dichiarato esplicitamente quando la copertura dei Costi è riportata pari al 117%, valore uguale al rapporto tra i Ricavi Totali e i Costi Totali. 

A conferma di tutto ciò arriva anche una seconda sintesi dallo stesso documento di Rendiconto 2010 quando, a commento dei Servizi Indispensabili, la copertura dei Costi per il Servizio di “Nettezza Urbana” è dichiarata pari al 100% nelle previsioni iniziali mentre è computata al 117% a consuntivo. “Sembrerebbe” quindi che la Tassa dei Rifiuti è sovrastimata con un 17% in più sottratto dalle tasche dei cittadini. Invitiamo vivamente chi di dovere a fare le opportune verifiche e fornire pubbliche spiegazioni.


domenica 30 ottobre 2011

Trasparenza sul calcolo della Tarsu ...


Il Comune di  Capua dovrà determinare, a breve, le tariffe della Tarsu per l'anno 2011.

Le modalità per una corretta determinazione sono dettate dal DPR 158/1999. 

Tale provvedimento prevede l'obbligo per i Comuni alla stesura di un Piano Finanziario per la gestione e la copertura annuale della Tarsu. 

A meno di nostri errori o sviste, ci risulta che, fino ad oggi, il Comune di Capua non ha mai predisposto un Piano per la verifica della copertura economica del servizio tenendo conto da un lato tutte le SPESE per erogare il servizio dall'altro tutte le ENTRATE preventivate. 

Il Piano deve fornire evidenza che, per ottenere il Costo Medio Generale si è tenuto in conto di tutte le voci e non si è proceduto, invece, in maniera semplicistica e dannosa per i cittadini, con una mera divisione: "Totale dei Costi del Servizio" diviso "Totale delle Aree Servite". 

Questo significherebbe che, a danno degli utenti-cittadini e disapplicando la legge, si ometterebbe di determinare: 

- la partecipazione alla copertura dei costi spettante al Comune e da iscrivere in apposita voce di bilancio dell'Ente; 

- la partecipazione alla copertura dei costi spettante allo Stato; 

- i ricavi ottenibili per il conferimento della raccolta differenziata. 

Si spiegherebbe forse così l'esosa tariffa Tarsu richiesta in questi anni dal Comune di Capua. 

Infine, presupposto essenziale per una determinazione corretta e rispettosa delle prescrizioni di legge, è conoscere la superficie totale delle Aree degli immobili serviti. 

Vanno accertate, con precisione e completezza, tutte le Aree per i differenti tipi di utenze; in questo dovrebbe essere coinvolta la struttura amministrativa comunale (per esempio i Vigili Urbani). 

In questo modo sarebbe possibile predisporre correttamente il Piano Finanziario per tutte le entrata e uscite. 

La disapplicazione delle considerazioni che qui esprimiamo si configurerebbe come una grave omissione di Legge, costituendo altresì un ingiustificato aggravio per i cittadini, costretti a pagare una tassa calcolata in maniera superficiale ed errata. 

I temi di quest'articolo sono stati già inoltrati al Sindaco, al Segretario e al Dirigente Responsabile del Settore Economico Finanziario del Comune di Capua attraverso una lettera ufficiale del 12 Settembre scorso. Appena riceveremo gli auspicati riscontri e repliche informeremo i nostri concittadini.
Gennaro De Maio

domenica 25 settembre 2011

Calcolo della TARSU ...

Il Comune di  Capua, mediante apposita Delibera, dovrà determinare a breve le tariffe della Tarsu per l’anno 2011: prevenire è meglio che curare! 

Le modalità per una corretta determinazione sono dettate dal DPR 158/1999 (“Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani”). 

Tale provvedimento prevede l’obbligo per i Comuni, anno per anno, alla compilazione di un Piano Finanziario per la gestione e la copertura della Tarsu. 

A meno di nostri errori o sviste, ci risulta che, fino ad oggi, il Comune di Capua non ha mai predisposto un tale Piano Finanziario. Il Piano Finanziario è finalizzato alla verifica della effettiva copertura economica del servizio e deve tenere conto di due categorie di voci: da un lato tutte le SPESE per erogare il servizio dall’altro tutte le ENTRATE preventivate. 

E’ fondamentale che vengano fornite, attraverso il Piano Finanziario, le evidenze che, per ottenere il Costo Medio Generale si è tenuto correttamente in conto di tutte le voci e non si è proceduto, invece, in maniera semplicistica e dannosa per i cittadini, con una mera divisione: “Totale dei Costi del Servizio” diviso “Totale delle Aree Servite”. 

Questo significherebbe che, a danno degli utenti-cittadini e disapplicando la legge: si ometterebbe di determinare la partecipazione alla copertura dei costi spettante al Comune e da iscrivere in apposita voce di bilancio annuale dell’Ente; si ometterebbe di determinare la partecipazione alla copertura dei costi spettante allo Stato; si ometterebbe di determinare i ricavi ottenibili per il conferimento della raccolta differenziata. 

Si spiegherebbe forse così l’esosa tariffa Tarsu richiesta in questi anni dal Comune di Capua. Infine, presupposto essenziale affinché la determinazione sia corretta e rispettosa delle prescrizioni di legge è conoscere la superficie totale, in ambito del territorio di Capua, delle aree degli immobili serviti. 

E’ cioè necessario accertare, con precisione, diligenza e completezza, tutte le Aree riferite ai differenti tipi di utenze che il Comune riconosce e distingue in diverse Categorie, che vanno dalla A alla Z, già elencate nella Delibera n° 324 del 29/11/2010. 

Per una corretta determinazione dovrebbe essere coinvolta e responsabilizzata la struttura amministrativa comunale (per esempio i Vigili Urbani). 

Nel conteggio andrebbero anche considerate le aree pubbliche e private, coperte e scoperte, gestite da diversi soggetti che sono autorizzati dal Comune all’occupazione delle aree e che svolgono attività  commerciale, di impresa ovvero di servizi di pubblica utilità. 

Solo in questo modo sarebbe possibile predisporre correttamente le cifre del Piano Finanziario per tutte le voci di entrata e di spesa. Solo in questo modo ogni utente sarebbe certo di pagare il dovuto per la copertura del servizio, senza farsi carico delle elencate omissioni alla partecipazione ai costi e dell’omissione di una seria e rigorosa azione di accertamento delle superfici assoggettate al pagamento. 

La disapplicazione delle considerazioni che qui esprimiamo si configurerebbe come una grave omissione di Legge, costituendo altresì un ingiustificato aggravio per i cittadini, costretti a pagare una tassa calcolata in maniera superficiale ed errata e a coprire i costi di chi evade. 

La diligenza e la solerzia che il Comune porrà in campo per una puntuale acquisizione e pubblicazione dei dati e per una corretta determinazione della Tarsu, costituirebbe per il cittadino motivo di consapevolezza nel versamento a lui richiesto, prevenendo e/o eliminando alla radice ogni riluttanza al pagamento ed ogni motivo di contenzioso. 

I temi di quest’articolo, frutto del gruppo di lavoro coordinato dall’ing. Gennaro De Maio, sono stati già inoltrati al Sindaco, al Segretario e al Dirigente Responsabile del Settore Economico Finanziario del Comune di Capua attraverso una lettera ufficiale con oggetto “Considerazioni  inerenti  la determinazione  della  Tarsu  per  l’anno  2011 e richiesta atti” del 12 Settembre scorso. 

Appena riceveremo gli auspicati riscontri e repliche informeremo i nostri concittadini.

sabato 23 luglio 2011

Raccolta Differenziata ... quanto?

Sulla questione dei rifiuti nella nostra città continuiamo a vivacchiare tra mezze verità che si confondo con mezze bugie. Il risultato è una gestione che, nonostante i nostri continui solleciti, continua a restare poco chiara. 

Il commento è amaro ma inevitabile se ci si attiene ai fatti. 

Avevamo già commentato con disappunto l’incongruenza tra le cifre sulla raccolta differenziata dichiarate da chi amministra, con valori sempre crescenti col passare dei giorni fino a metà Maggio, e quanto invece rilevato dagli organi provinciali. 

Proprio a metà Maggio infatti arrivava dalla Provincia la stangata che stroncava l’escalation di cifre che era arrivata fino ad un incredibile 70%, dato in pasto al popolo durante la campagna elettorale. In quei giorni la Provincia, avendo verificato che il nostro Comune non aveva raggiunto la soglia minima del 35%, prevista per l’anno 2010, emanava un provvedimento che aumentava ulteriormente la TARSU per il prossimo anno. 



La questione sembrava chiarita e penalizzante per il nostro Comune. Ma, e il ma è sempre d’obbligo dove le mezze verità convivono con le mezze bugie, le verifiche “non erano complete” e oggi, dopo “ulteriori e più dettagliati controlli”, arriva la smentita e la sanatoria sull’ultima maggiorazione. 

Difficile credere alle mezze bugie di allora? difficile esaltarsi per le mezze verità di oggi! 

D’accordo, tiriamo pure tutti un sospiro di sollievo perchè, almeno per il prossimo anno, la TARSU non aumenterà ancora. 

Ma non basta certo questo per fermare i nostri quesiti di sempre: che fine fanno i rifiuti DOPO che sono stati differenziati? verso quali centri di compostaggio (per l’umido) e di recupero/riciclo (per i materiali) vengono indirizzati? 

Col rischio di essere monotoni, non ci stancheremo di ripetere all’infinito le domande alle quali non riceviamo risposte. La questione dei rifiuti, chiarire fino in fondo la filiera e come è gestito il ciclo completo, è solo un esempio. Idv ha sotto osservazione e allo studio altre problematiche rilevanti per la nostra città e tanti sono i carboni che ardono sotto le ceneri della “non trasparenza”.

mercoledì 11 maggio 2011

Replica sul gassificatore

La polemica è l’arte di chi non ha argomenti validi da proporre. IdV non ha mai risposto a provocazioni né ha mai innescato un tale processo.

Lo stesso vale oggi per la problematica del gassificatore, su cui ritorniamo a fatica e brevemente solo per chiarire come stanno i fatti.

Tale impianto era e resta nel programma elettorale del Sindaco uscente, almeno fino a quando non verrà emessa una nota ufficiale che modifica il programma; in più, diverse liste che formalmente lo appoggiano hanno scoperto la questione solo dopo la costituzione del Comitato “No gassificatore a Capua”.

Queste forze si sono subito dichiarate, come noi, contrarie al gassificatore costringendo il Sindaco uscente a fare marcia indietro. Il susseguirsi degli eventi è per noi molto confortante perché prova che:
(1) la coalizione messa assieme dal Sindaco uscente non conosce bene il suo programma, sorgono a questo punto dei dubbi su un tale stare assieme;
(2) la nostra idea di come amministrare la città è ben chiara, così come è ben chiaro come fare un’eventuale opposizione costruttiva: non passerà nulla di inosservato che non sarà subito portato alla massima attenzione in città;
(3) sui temi salienti c’è la forza e la volontà delle forze del centro-sinistra, e si spera anche di chi ha a cuore la città, ad unirsi e combattere al fianco dei cittadini.

Crediamo infine sia un errore pensare che la TARSU si riduca scegliendo questo o quell’impianto di smaltimento. Questi impianti, se proprio dovranno esistere, sono un completamento di un ciclo virtuoso che oggi non esiste.

A prova di questo la recente notizia che il Comune di Capua è stato penalizzato dalla Provincia, con conseguente aumento della TARSU per il prossimo anno, per non aver superato il livello del 35% di raccolta differenziata, mentre chi ci ha amministrato fino ad oggi, e chiede di continuare a farlo, da mesi dichiarava valori superiori al 46%!!

domenica 3 aprile 2011

Convegno Rifiuti - 2 Aprile ...

Il nostro gruppo di lavoro sulla questione rifiuti e sulla TARSU nella nostra città ha fornito le sue conclusioni.

Sull’argomento abbiamo emesso tre bollettini settimanali che abbiamo distribuito ai nostri concittadini nell’ultimo mese e, a complemento del tutto, si è svolto un interessante convegno dal titolo “Rifiuti, fonte di ricchezza o prima causa di tumore?”.

Il nostro modo di procedere è stato nello stile che vogliamo affermare dovrebbe essere di tutti, sia di chi amministra sia di chi fa opposizione: analisi dei problemi, con la dovuta raccolta di informazioni e documenti ufficiali, sintesi e proposizione di soluzioni.

Detto così, il tutto potrebbe sembrare banale e persino irriguardoso nei confronti di chi opera da anni nelle nostre amministrazioni.

Ma, se anche qui seguiamo il nostro metodo e guardiamo ai fatti e ai comportamenti del passato, cosa vediamo? Se non proclami e promesse irrealizzabili (e mai realizzate) dal lato di chi amministra, se non polemiche e, non si sa quanto strumentali aggressività dal lato opposto?

I cittadini hanno invece diritto di sapere le verità:

di sapere perché il comune applica ancora un’addizionale ex-ECA (pari al 10%) non dovuta nei casi di riscossione diretta,

di sapere perché viene fatta la promessa che, parole testuali dell’Assessore, “la TARSU  nei prossimi 3 anni si abbatterà  di circa il 70%” quando, già da oggi, si sa che tale promessa non ha fondamento perché dal prossimo anno, vedi Legge 26/10, la tassa sarà stabilita non più dai Comuni ma dalle società provinciali che gestiranno raccolta, smaltimento e tariffazione.

Il cittadino ha poi diritto di conoscere in base a quale costo del servizio è stata calcolata la tassa, e su quali categorie e numero di utenze, e con quali riduzioni, tale costo del servizio è stato poi suddiviso.


Al cittadino inoltre si è tenuti a spiegare perché, se da un lato si beatificano le percentuali di raccolta differenziata raggiunte, dall’altro non si riesce a diminuire la TARSU, se non nelle promesse-proclami di cui sopra.

Su questi temi, è stato interessante il Convegno, coordinato e moderato dal dott. Mario Paternuosto, tenutosi Sabato 2 Aprile al Salone Capecelatro.

Negli obiettivi del Convegno c’era di parlare della questione rifiuti uscendo dal classico “triangolo delle Bermuda” costituito da Raccolta Differenziata (che viene chiesta ai cittadini ma poi non se ne sanno né gli obiettivi precisi né i benefici reali), dalle Discariche e dagli Inceneritori (che vengono sponsorizzati come le uniche fasi che “devono” seguire la fase di raccolta).

Al Convegno si è invece parlato soprattutto del riciclo dei materiali, con la presenza della società Erreplast e Recupero Imballaggi, che sono da anni impegnate nel recupero e nel riciclo di plastiche, alluminio, acciaio, carta e cartoni.

Si è poi parlato di impianti di compostaggio, con la presenza del Comune di Salerno, che ha realizzato un impianto per smaltire la frazione organica (l’umido) trasformandolo in compost per l’agricoltura ed in energia attraverso l’utilizzo delle più moderne tecnologie.

E’ stato un piacere poter ascoltare, finalmente, esempi positivi presenti in una terra dove ancora oggi i rifiuti sono tra i primi agenti inquinanti e tra le prime cause di tumore.

Di questo aspetto ha relazionato il dott. Marfella, oncologo e tossicologo presso l’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori “Giovanni Pascale” di Napoli.

Sulle buone pratiche amministrative, infine, ha relazionato l’amico ing. Vincenzo Cenname, già sindaco di Camigliano. A completare il quadro delle possibili buone pratiche sono stati presentati i risultati del gruppo di lavoro, come sintetizzati all’inizio di quest’articolo.

Per il futuro, il nostro augurio è che quest’opera di cultura e di sensibilizzazione che abbiamo appena iniziato porti i suoi frutti oltre alle dovute, e puntuali, risposte che noi, assieme a tutti i concittadini, attendiamo dai nostri amministratori.

TARSU: leggiamo le carte ...

Caro (e)lettore, per la TARSU siamo andati a “leggere le carte”:
se con santa pazienza ti metti a sfogliare la Delibera di Consiglio Comunale, la sola a tua disposizione perché quella di Giunta Municipale (n. 324/10) non è possibile consultarla in quanto sul sito del Comune le Delibere di Giunta sono tutte oscurate (alla faccia della trasparenza), scopri che tra le “zone non servite”, che godono della riduzione del 60%,  c’è pure Via Giardini, dove scarica tutto il Parco Verde, oltre a loc. Frascale, Via Lucciole, Via Frascaliciello, loc. Maiorise e Noce Persico, loc. La Monaca e Via Casa Cerere, salvo poi a precisare che le abitazioni alle traverse Frascaliciello, Lucciole e Ferrara sono esentate dalla TARSU. Poi ti imbatti in un’altra serie di esclusioni e di agevolazioni per le utenze con riduzioni del 30%, 50% e 70% e  poi ci sono tutti quei locali per cui la “superficie non essendo possibile verificarla concretamente” il calcolo si effettua in modo forfettario, applicando percentuali di riduzione che spaziano dal 50% (industrie alimentari) all’80% (industria farmaceutica e centro di ricerca). Caro (e)lettore questa è la realtà: tra i fessi che devono pagare la “munnezza” restiamo solo io e te, perché abbiamo l’abitazione in questo Comune, che ha accumulato soltanto debiti con la gestione della “munnezza”. Ti hanno mai detto che il Comune ha debiti verso il Consorzio GeoEco per oltre 6.5 milioni di euro? Eppure la tassa sulla “munnezza” noi l’abbiamo sempre pagata: allora, dove sono andati a finire i nostri soldi?

E’ intollerabile l’atteggiamento dell’Amministrazione: dare solo colpa della Provincia è una vera menzogna, e poi cosa significa che l’anno prossimo ci abbasseranno la tassa? Vuol dire che quest’anno hanno amministrato un altro Comune? e perché non ci dicono che stanno prendendo un impegno che non potranno mantenere? visto che dall’anno prossimo, per la Legge n. 26/2010, sarà la Provincia a gestire raccolta, smaltimento e TARIFFE!!!

Una precisazione: stiamo parlando della parte umida della differenziata, quella che tanti cittadini capuani come me e te sono obbligati a fare "conferendo" i loro rifiuti in giorni stabiliti e rigorosamente dopo le ore 20:00. L'umido, o frazione organica, come la chiamano gli “esperti del settore”, è la parte più pregiata del rifiuto urbano, quella da cui si può ricavare il “compost” da rivendere come fertilizzante. Ricavare utili dall'immondizia da reinvestire per abbassare le tasse è, sulla carta, un ottimo proposito. Ma se non si applica, allora perchè la stiamo facendo questa differenziata? Nel frattempo a me e a te ci tocca pagare, e sempre di più, la “monnezza“ …

Cambiare gestione da comunale a provinciale è solo un esercizio accademico, se non si tramuta in un risparmio per i cittadini che in cinque anni si sono visti raddoppiare le bollette anche perché è fallita la raccolta differenziata che avrebbe potuto mitigare i costi di conferimento in discarica.  La verità è che il sistema dello smaltimento dei rifiuti oltre a rivelarsi un fallimento, è diventato una voragine che rischia di inghiottire i bilanci dei comuni e, per riflesso, di ripercuotersi nelle tasche dei cittadini. Il caro spazzatura c'è "perché è fallita la raccolta differenziata che avrebbe potuto mitigare i costi di conferimento in discarica". Questa è la verità.

Si deve pensare, finalmente, che la spazzatura è energia e che la  sostanza organica ... è ricchezza!
Esistono aziende private che, separando i vari componenti, riciclandoli o compostandoli, ci guadagnano, conferendo in discarica solo una piccola percentuale. Perché questo il pubblico non lo può fare? Perché è un affare redditizio per tutti, ma non per gli Enti locali? Noi siamo obbligati, dalla normativa europea, alla raccolta differenziata, altrimenti dobbiamo pagare multe salatissime. Che vergogna, forse alla fine faremo qualcosa di buono e giusto, ma solo perché obbligati, non perché ci conviene!!

Quello dei rifiuti in Campania è il più grosso business dai tempi del dopo-terremoto. Come mai per il nostro comune la spazzatura è un peso per i cittadini, come mai invece per molti altri comuni è un vantaggio economico?  Francamente dovremmo essere tutti stufi di fare la differenziata e pagare aumenti di TARSU.  Bisognerebbe che l’Amministrazione ci dicesse, magari con un bel manifesto appeso ai muri della città, oltre a come spende i nostri soldi,  anche le categorie di quanti vengono tassati, per quanto vengono realmente tassate, quanta è alta oggi la percentuale di evasione, i controlli che sono stati fatti! E’ forte la sfiducia verso chi dovrebbe fare opera di controllo per impedire un tale sperpero di risorse pubbliche. A noi non resta che continuare a parlarne e a denunciare quello che sta succedendo, in attesa che in questa città, finalmente torni la ragione e che persone più serie siano chiamate ad occuparsene più responsabilmente!!

martedì 29 marzo 2011

TARSU: la verità ...

 
“Il Comune non ha colpa dell’aumento della TARSU, anzi con tutti gli strumenti in suo possesso, ha lottato affinchè questo non accadesse. La reciproca fiducia che ci lega mi impone di comunicarVi che chiunque provi a sostenere il contrario, fa sfoggio pubblico di una grave e profonda ignoranza”. Così esordisce l’Assessore all’Ambiente, su Block Notes del 28 Febbraio 2011.
Dopo averci indottrinato sui contenuti della Legge 26/2010 sui due distinti costi: quello provinciale per lo smaltimento e l’altro, di competenza comunale per il servizio di raccolta dei rifiuti, il nostro Assessore conclude dichiarando che “il servizio di competenza comunale non è aumentato di un solo centesimo!”  Questa affermazione rappresenta invece un atto di furbizia contabile – amministrativa e come tutti gli atti di furbizia, non sono ammessi quando si mettono le mani nelle tasche dei contribuenti. E’ come dire: “oltre al danno anche la beffa!”
Scendendo sul dettaglio degli importi dell’Avviso bonario di pagamento TARSU,  che i Cittadini hanno ricevuto da pochi giorni, troviamo da sommare all’imposta calcolata n. 2 (due) balzelli: l’addizionale ex-ECA 10% ed il Tributo Provinciale 5%.
La prima rappresenta il contributo che grava sui tributi comunali, mentre il secondo viene devoluto alla Provincia di Caserta per far fronte alle funzioni amministrative riguardanti la tutela dell’ambiente. La normativa vigente prevede per quest’ultimo tributo, una applicazione in misura variabile dall’1 al 5 %, che però la Provincia riscuote nella misura massima del 5%.

L’addizionale ex-ECA viene invece imposta ed incassata dal nostro Comune nella misura del 10%, non più per Ruolo, ma per riscossione diretta, cioè l’Ente sta legittimamente procedendo alla riscossione della TARSU, non più tramite il Concessionario I.A.P. ma mediante riscossione diretta.

Per meglio illuminare i Cittadini si riporta l’art. 11 comma 5 bis della Legge 26/2010  che testualmente recita “i Comuni determinano, sulla base degli oneri sopra distinti (smaltimento e raccolta dei rifiuti),  gli importi dovuti dai contribuenti a copertura integrale (100%) dei costi derivanti dal complessivo ciclo di gestione dei rifiuti”.

Ne deriva che l’Ente è tenuto a determinare le tariffe della TARSU in modo tale da assicurare che il gettito relativo debba essere utilizzato per la sola copertura dei costi di servizio, senza l’applicazione dell’addizionale ex ECA, che non può essere utilizzata per la copertura dei costi di servizio, così come disposto dall’art. 61, comma 1, D.lgs. n. 507/93!

Autorevole dottrina sostiene che il venir meno della esclusività del Ruolo per la TARSU, comporta l’inapplicabilità dell’addizionale ex-ECA, e conseguentemente la perdita di tale somma che, per effetto dell’art 3 comma 30 della legge n 549/1995, veniva attribuita direttamente al Comune dal Concessionario della riscossione.

Purtroppo l’addizionale del 10% ex-ECA viene ancora oggi nel nostro Comune imposta ed incassata, nonostante la riscossione della TARSU non avvenga più per Ruolo, ma per riscossione diretta, determinando da una parte un inasprimento della TARSU a carico dei Contribuenti, (altro che centesimo!) e dall’altra un sovragettito destinato a ripianare i debiti delle esauste casse comunali !!!

TARSU: E io pago...


Caro (e)lettore;
allegata all’avviso bonario di pagamento Tarsu 2010 che hai ricevuto c’è l’elenco di tutte le categorie di utenti che dovrebbero pagare la “munnezza”: si va dalle utenze domestiche (Abitazioni) fino alle Discoteche-Sale da ballo con esplicitate le relative Tariffe ripartite fra l’incasso a favore dell’Ente e quello a favore della Provincia.

Un modo per essere certi che NESSUNO sfugge al pagamento della “munnezza”? Se così fosse e, non hai motivo per non crederci, l’Amministrazione dovrebbe anche spiegarti da quale cilindro sono uscite queste cifre, perché nemmeno consultando la Delibera di Consiglio Comunale sei riuscito a capirci molto.

Innanzi tutto ti saresti aspettato, leggendo la Delibera, che fosse riportato il COSTO DEL SERVIZIO che è stato appaltato alla Ditta xyz (non importa se è stato affidato direttamente o è stata fatta la Gara di Appalto, perchè la sostanza non cambia), il numero delle utenze e il numero di mq complessivo, perché da uomo medio della strada, capisci che la Tariffa rappresenta il costo a mq, che moltiplicato per i mq delle singole categorie di utenze, e che sommato per tutte le categorie di utenze dovrebbe far uscire un Totale, il cui importo dovrebbe andare a coprire il COSTO DEL SERVIZIO.
E tutto questo SENZA l’applicazione della famigerata addizionale ex-ECA, che al Comune non tocca percepire, ma che ti fanno pagare lo stesso perché così hanno deciso, rappresentando in fondo una tassa sulla tassa!!

Se fosse così saresti d’accordo, vero?  Ma scendendo nei particolari ti accorgi subito che:
-          per le utenze domestiche: la superficie di riferimento è quella catastale lorda, cioè compresa dei muri di tamponamento, dei tramezzi ecc. per le quali la Legge prevede un abbattimento del 20%, il che significa che la superficie tassata di riferimento è quella lorda degli appartamenti, moltiplicata per il coefficiente 0,80. E tu che abiti nel centro storico, dove – specialmente ai piani bassi – le murature sono anche della larghezza di 1 metro, capisci che anche i muri producono “munnezza” perche la legge li tassa fino allo spessore di 50 cm.
-          per le Associazioni e i Circoli: ti chiedi la superficie totale di queste Utenze – oggi c’è la trasparenza - quanti mq sono e quanto pagano, se pagano. Perché ci sono pure le Ass.ni sportive, culturali, religiose, perfino il Museo…  ed allora qualche elemento di dubbio ti comincia ad assalire;
-          per gli Uffici pubblici: le Scuole private ci sono, ma quelle pubbliche mancano (dimenticanza o esenzione?), come mancano le Scuole superiori di proprietà della Provincia, alla quale corrispondiamo pure il 5%, le Farmacie e gli Uffici pubblici. A questo punto ti sorge spontanea una domanda: quanto paga il Municipio, dove hanno fatto pure il terzo piano, e il Giudice di Pace? Sono tutti grandi produttori di “munnezza”, ma vuoi vedere che pure questi non pagano niente? Pure le Farmacie sono tante, chissà quanto pagano?
-          poi ci sono i Locali ad utilizzo minore, i Distributori di carburante, gli Autosaloni, le Caserme, l’Università, le Case di Cura, l’Ospedale e gli Uffici: ti chiedi chissà quanto pagano i Distributori, ce ne sono parecchi, gli Autosaloni fra Capua e Sant’Angelo pure ce ne sono, e l’Università? Quella sì che è bella grande e chissà quanti euro versa al Comune, così come le Case di Cura. Forse quest’anno l’Ospedale non paga nulla, perché lo hanno chiuso (ma chissà quanto ha pagato negli anni scorsi?)
-          e le Banche? gli esercizi commerciali? ce ne sono tanti .. è vero tutti belli grandi, perché anche loro ne producono tanta di “munnezza”. E poi Parrucchieri, Banchi mercato, Officine, Artigiani, Industrie, Ristoranti, Bar, Alimentari, Ortofrutta, Pescherie e Discoteche: per il Comune tutti producono “munnezza” e devono pagare!

Purtroppo, tranne che per le Abitazioni, dove c’è il dato catastale, per il resto è tutto TOP SECRET , bocche cucite, nessuno sa NIENTE, NON esistono elenchi, riferimenti, NIENTE. Si fa così e basta, perché lo hanno deciso loro!

Ti assale, a questo punto, un DUBBIO che somiglia molto a una CERTEZZA …

MA VUOI VEDERE che, se pagassimo TUTTI, pagheremmo TUTTI di MENO ?

domenica 13 marzo 2011

Commento al Fieramosca N.4

Continua il filo diretto che IDV ha instaurato con i cittadini di Capua attraverso l’uscita di bollettini settimanali, targati Fieramosca, sui temi di attualità.
Il “Fieramosca n.4” di questa settimana ha un formato con doppia facciata.

La prima dal titolo “Il nostro impegno per la città” chiarisce i concetti che sono alla base dell’operato di Idv. Le priorità che il Circolo si è assegnato sono legate ai problemi che assillano la nostra città, che si trova oggi ai minimi storici di vivibilità e di prospettive di futuro per i giovani. Questo è il frutto di cinque anni di Amministrazione che ha “brillato” per un attivismo esasperato ma, ahimè, anche per un’altrettanto estrema assenza di trasparenza nel suo operato. Al contrario, tutti i progetti che Idv propone per la città di Capua ed il suo territorio hanno come requisiti: una non negoziabile imparzialità, questo perché tutti i cittadini hanno parità di diritti e  doveri; una non negoziabile trasparenza, questo perché se si opera davvero per il Bene Comune e per il bene della città non c’è nessun motivo per non rendere pubblico il proprio operato.

La seconda facciata del bollettino di questa settimana è invece dedicata alla TARSU. Come promesso una settimana fa, completata l’analisi del nostro gruppo di lavoro ne pubblichiamo i risultati. Rimando per i dettagli al testo completo che è pubblicato sul sito di IDV-Capua all’indirizzo: http://idvcapua.blogspot.com.
In sintesi: non è vero quanto dichiarano, con gli abituali toni trionfanti ma vuoti di contenuti, i nostri amministratori quando dicono: “Il Comune non ha colpa dell’aumento della TARSU, anzi con tutti gli strumenti in suo possesso, ha lottato affinchè questo non accadesse. La reciproca fiducia che ci lega mi impone di comunicarVi che chiunque provi a sostenere il contrario, fa sfoggio pubblico di una grave e profonda ignoranza”. E poi: “il servizio di competenza comunale non è aumentato di un solo centesimo!”  Questa affermazione rappresenta invece un atto di furbizia contabile – amministrativa e come tutti gli atti di furbizia, non sono ammessi quando si mettono le mani nelle tasche dei contribuenti.

E’ come dire: “oltre al danno anche la beffa!”.

Scendendo, infatti, sul dettaglio degli importi dell’Avviso bonario di pagamento TARSU  che i Cittadini hanno ricevuto, troviamo da sommare all’imposta calcolata n. 2 (due) balzelli: l’addizionale ex-ECA 10% ed il Tributo Provinciale 5%.

L’addizionale ex-ECA viene imposta ed incassata dal nostro Comune nella misura del 10%, non più per Ruolo, ma per riscossione diretta, cioè l’Ente sta legittimamente procedendo alla riscossione della TARSU, non più tramite il Concessionario I.A.P. ma mediante riscossione diretta. Per effetto dell’art 3 comma 30 della legge n 549/1995, il venir meno della esclusività del Ruolo per la TARSU, comporta l’inapplicabilità dell’addizionale ex-ECA e conseguentemente la perdita di tale somma che veniva attribuita direttamente al Comune dal Concessionario della riscossione. Purtroppo l’addizionale del 10% ex-ECA viene ancora oggi nel nostro Comune imposta ed incassata, nonostante la riscossione della TARSU non avvenga più per Ruolo, ma per riscossione diretta, determinando da una parte un inasprimento della TARSU a carico dei Contribuenti, (altro che centesimo!) e dall’altra un sovragettito di cui l’Assessore dovrebbe spiegare l’utilizzo.

Ma c’è dell’altro: la somma che il Comune incassa, al contrario di quanto avviene per il Tributo provinciale, non trova alcuna collocazione nel Bilancio di previsione 2011. Pertanto la mancata indicazione della somma incassata per effetto della riscossione dell’addizionale, consente da un lato al Comune di eludere la disposizione normativa, per raggiungere la copertura integrale del 100% dei costi prevista dalla legge, e dall’altro a Sindaco e Amministrazione di coprire costi occulti tutti da spiegare.

domenica 6 marzo 2011

sulla TARSU ...

 
Le ultime dichiarazioni sulla TARSU dell’Assessore all’Ambiente lasciano sconcertati. Tra le sue verità , l’Assessore si rivolge a chi dissente sugli aumenti della tassa con un perentorio “chiunque provi a sostenere il contrario, fa sfoggio pubblico di una grave e profonda ignoranza”. 
Siccome, come molti concittadini, non mi sento nè gravemente, nè profondamente ignorante, stiamo preparando un replica dettagliata sulla questione. Come anticipo: dopo averci indottrinato sui contenuti della Legge 26/2010 e sui due distinti costi: quello provinciale per lo smaltimento e l’altro, di competenza comunale, per il servizio di raccolta dei rifiuti, l’Assessore conclude dichiarando che “il servizio di competenza comunale non è aumentato di un solo centesimo”.  
Questa affermazione non corrisponde al vero. 
Scendendo infatti sul dettaglio degli importi dell’Avviso di pagamento della TARSU, che i cittadini hanno ricevuto nelle scorse settimane, troviamo da sommare all’imposta calcolata n.. 2 (due) balzelli: l’addizionale ex-ECA (pari al 10%) ed il Tributo Provinciale (pari al 5%).
Quando l’Assessore proclama che la TARSU  nei prossimi 3 anni si abbatterà  di circa il 70% ci sarebbe da chiedere: in base a quali valutazioni fa questa affermazione? Visto che per la TARSU 2010 ha già  ampiamente scaricato sulla Provincia tutte le colpe dell’aumento, siamo certi che l’alibi per i prossimi tre anni è già  pronto. 
Facciamo notare che (per ignoranza?) l’Assessore ha omesso di considerare che la Legge 26/2010, la stessa che lui richiama a giustifica per l’aumento di quest’anno, prevede che dal 1 Gennaio 2012 sia la raccolta che lo smaltimento, che la determinazione della tassa saranno a carico delle società  private provinciali. 
Come fa allora oggi un Amministratore a fare questa “miracolosa” promessa? Sperando forse nella pronta messa in servizio nei prossimi tre anni del "fantomatico" gassificatore islandese? per il quale un imprenditore “beneffatore” ha già offerto (gratis?) all'Amministrazione di Capua un viaggio di istruzione in Islanda, presupposto per l'intreccio di chissà quali nuovi interessi privatissimi? 
Viene naturale fare riferimento ai vari Consorzi Geoeco, Ce4 ecc., carrozzoni  che hanno sperperato solo denaro pubblico, facendo la fortuna politica di personaggi che ancora oggi  ci rappresentano in Parlamento macchiando ancorpiù l'immagine di noi cittadini campani e del nostro territorio agli occhi del mondo intero. 
Per concludere  vorrei ricordare che mesi fa l’Assessore chiudeva un suo Manifesto Politico con un “Dio benedica la nostra Città”, oggi sarebbe il caso di rettificare che nel prossimo futuro “Dio ci liberi da questi Amministratori”!

martedì 8 febbraio 2011

Bollette TARSU: il cittadino capuano non capisce …

Le bollette della TARSU ricevute in questi giorni hanno scatenato un vespaio in città. 

Non voglio associarmi alle “critiche a prescindere”, voglio invece capire ed analizzare il problema “dalla parte del cittadino”, com’è da sempre nello stile di IDV. 

Secondo voi, il cittadino capuano che da anni è stato istruito e guidato per mano a fare la raccolta differenziata, oggi, cosa può pensare? soprattutto dopo che il suo Amministratore Assessore si è congratulato con lui e, nel contempo,  si è autoincensato per gli “ottimi risultati della differenziata”? 

Il cittadino potrebbe chiedergli: ma se i risultati sono stati ottimi? se io ho collaborato come mi hai chiesto, caro mio Amministratore, perché adesso mi aumenti la tassa del 20%? 

Ma l’Amministratore, che ne sa una più del diavolo, la risposta l’ha già delineata: “la colpa non è mia, c’è una Legge dello Stato, la 26/2010, che porta la gestione della raccolta e dello smaltimento alla Provincia e la parte dell’aumento è dovuta proprio a questa quota addizionale che arriva dalla Provincia”.

Il tutto sembrerebbe avere una logica, anche se da Ponzio Pilato? E invece NO! 

Anche qui il cittadino capuano, ma solo quello più attento, potrebbe non capire. 

Provo a fare chiarezza: la Legge 26/2010, quella in nome della quale lo scorso Agosto fu deposto dal suo ruolo di Sindaco di Camigliano l’amico Vincenzo Cenname, prevede SI quanto sopra, cioè che raccolta e smaltimento siano (pericolosamente) centralizzati in un’unica gestione provinciale, ma l’attuazione della stessa Legge è stata prorogata, perché la Provincia non era pronta, dal 1 Gennaio 2011 al 1 Gennaio 2012. Ragione per cui lo stesso Sindaco di Camigliano ha in atto un ricorso al TAR avverso la sua destituzione.

Insomma l’avvio della Legge è stato prorogato, ma l’addizionale di gabella ai danni del cittadino NO. 

Tutti aspettiamo che l’Amministratore Assessore senta il dovere di fare chiarezza. Nel frattempo la nostra città CERTO che si “differenzia” … ma per mantenere il primato di avere la tassa sui rifiuti tra le più alte d’Italia!