martedì 24 luglio 2012

Comitato Civico sul Ciclo Integrato dei Rifiuti ...

La recente istituzione del “Comitato Civico di Garanzia a supporto della gestione del Ciclo Integrato dei Rifiuti” merita qualche commento e precisazione. 
Va ricordato innanzitutto che la delibera della Giunta Comunale di Capua (n.143 del 28 Giugno scorso), che ha istituito il Comitato e nominato i suoi componenti, non fa che recepire quanto aveva stabilito la Giunta Provinciale il 5 Dicembre 2011
Appare subito strano che la Giunta Provinciale abbia definito che questi Comitati Civici si costituissero solo nei Comuni sede di impianti per il trattamento dei rifiuti, come se la necessità di un “supporto alla gestione del Ciclo Integrato dei rifiuti” da parte dei cittadini non riguardasse invece tutti i Comuni! 
La Provincia ha demandato poi “ai Sindaci la definizione delle modalità di scelta dei relativi componenti in numero di dieci, da individuarsi preferibilmente nella società civile”. Su questo punto ricordiamo che da sempre per “società civile” s’intende il mondo dei Movimenti e delle Associazioni impegnati sul territorio ma non legati alle strutture proprie della politica. Nel caso del Comitato capuano anche questo principio così elementare trova una sua eccezione. Ed ecco che il “preferibilmente nella società civile” si traduce in quattro componenti su dieci che lo scorso anno erano candidati nelle liste che appoggiavano il sindaco: tutti e quattro bocciati dagli elettori ma oggi ripescati e promossi dal primo cittadino. 
Un quinto componente è poi il professionista che ha appena ricevuto l’incarico (con determina dirigenziale n.486 del 3 Luglio scorso) per “l’aggiornamento delle valutazioni dei terreni di proprietà comunale, di provenienza ECA, in vendita”. In pratica è colui che dovrà dire quanto vale il terreno su cui si intende allocare il gassificatore. Sorge spontanea una domanda: ma il valore di 1milione e 200mila euro attribuito a quel terreno lo scorso Novembre (e finito anche nel riassetto del bilancio 2011 per 20 giorni), come e da chi era stato valutato? (VEDI NOTA ALLA FINE DELL'ARTICOLO)
Per nobilitare l’operazione Comitato Civico, la delibera della Giunta capuana richiama nelle sue premesse la “Convenzione di Aarhus” del 1998 della Comunità Europea, ricordando che “devono essere garantiti l’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale, al fine di assicurare il diritto, delle attuali e delle future generazioni, a vivere in un ambiente adeguato alla propria salute e al proprio benessere”. 
Parole molto belle ma completamente disattese nel nostro Comune: nessuna di esse va infatti d’accordo con la decisione del Comune di Capua di voler ospitare l’impianto, presa nelle stanze del potere senza che ci fosse stata alcuna “partecipazione del pubblico al processo decisionale! Una contraddizione stridente ed imbarazzante che sarà sicuramente sfuggita a chi ha richiamato la Convenzione nelle premesse della delibera. 
Queste, in breve sintesi, le nostre osservazioni su quanto sta accadendo in città sul tema gestione dei rifiuti. 
In questo scenario il Circolo Italia dei Valori non cadrà nell’equivoco di considerare il Comitato Civico, come qualcuno l’ha già ribattezzato, il “Comitato del gassificatore”. 
Fin da ora portiamo all’attenzione del Comitato che la “gestione del Ciclo Integrato dei Rifiuti” a cui si dovrà dare supporto deve considerare che il ciclo va analizzato dall’inizio e non dalla fine.
E’ fuori discussione che l’inizio si chiama innanzitutto riduzione dei rifiuti all’origine, poi passa per la differenziazione, il riciclo ed il recupero e infine, ma solo per una frazione minima e residuale, per discariche ed impianti di distruzione termica
Chi parte invece da questi ultimi, dagli impianti, per far credere di “voler così completare” un ciclo che non ha mai avviato, ha forti lacune di ragionamento logico o, peggio ancora, ha più forti interessi da salvaguardare. 
Aspettiamo ora che il Comitato Civico si insedi, definisca struttura, obiettivi e piano di lavoro per tornare sull’argomento nella maniera più appropriata, sempre positiva e propositiva.
NOTA: nella determina n.486 c'è l'elenco dei terreni ex-ECA per i quali, a causa di una  valutazione vecchia del 1992, si ritiene indispensabile provvedere ad aggiornare le stime. Questo sia  perché le valutazioni risalgono a molti anni fa e sia perché non tengono conto delle variazioni urbanistiche intervenute (SI OSSERVA che "il certificato di destinazione urbanistica all’uopo prodotto dal competente ufficio" richiamato nella determina NON è pubblictao all'Albo Pretorio on-line!!). Segue poi una tabella ... tra i dati del 1992 manca solo il valore del terreno in località "molinella" ... QUELLO per il gassificatore. SARA' UN CASO?

venerdì 13 luglio 2012

E arriva il tempo del Resoconto ...

Quando è in gioco il bene e il futuro stesso della città non conta, e da anche poca soddisfazione, poter vantare progeniture e diritti d’autore del tipo “noi l’avevamo detto”. 

E’ allora poco utile ricordare da quanti mesi e per quante volte abbiamo evidenziato che la situazione delle finanze del Comune di Capua è fuori controllo. Ed è poco utile sottolineare che la deriva finanziaria è stata, e continua ad essere, puntellata dalle alchimie messe in atto da chi amministra e poi puntualmente rettificate, a suon di bacchettate elargite da chi deve vigilare sull’operato, nella fattispecie ci riferiamo agli interventi “correttivi” del Collegio dei Revisori dei Conti

Va però ricordato che l’unico Consigliere Comunale con i titoli accademici in regola per poter amministrare le Finanze del Comune ha capito presto che aria tirava da quelle parti e, a difesa dell’incolumità della sua serietà professionale, ha mollato la delega alle Finanze già nell’inverno scorso. La delega, tanto fondamentale vista la gravità della situazione, è rimasta dormiente “ad-interim” per settimane e settimane nei cassetti del primo cittadino. E’ poi transitata per un breve periodo, con un evidente uso da “calmiere” tra un litigio di maggioranza e il successivo, nelle mani del vice-sindaco per poi finire all’attuale Consigliere nominato all’incarico con l’assunzione, quanto meno discutibile, che basta far parte del corpo della Guardia di Finanza per essere un esperto di Finanze e di Bilanci. 

Con queste premesse, e con grande rammarico, dobbiamo sottolineare che le proposte che il Circolo Idv ha avanzato in questi mesi non sono state tenute in alcuna considerazione. Ci riferiamo, per esempio, all’istituzione di un pool di tecnici esperti che prendesse in mano la situazione, come da noi proposto già dalla prima “rinuncia alla delega” dell’inverno scorso. 

Il risultato è che oggi il deficit strutturale, dichiarato nel 2011 con sei parametri su dieci che oltrepassavano i loro limiti di legge, sta degenerando e che il dissesto finanziario del Comune è quanto mai prossimo. 

Ulteriori prove di tutto questo arrivano dalla Relazione di Rendiconto dell’Esercizio Finanziario 2011, approvata dalla Giunta nei giorni scorsi: dal Rendiconto emerge un disavanzo, per la sola gestione 2011, di oltre 5 milioni di euro e i parametri del deficit strutturale “fuori-legge” che da sei passano a sette. 

Insomma, il 2011 è stato un anno fallimentare, con chiari segnali di peggioramento invece dell’auspicato recupero. 

Si preannuncia ora un’estate molto calda nel corso della quale oltre al Rendiconto, che dovrà passare al vaglio dei Revisori dei Conti, da cui ci aspettiamo altre e più approfondite analisi e osservazioni, per il prossimo 31 agosto è fissato il termine per la Deliberazione del Bilancio di Previsione per l’anno 2012, scadenza stabilita dal Decreto del Ministero dell’Interno del 20 giugno scorso. 

Il Circolo Idv di Capua, anche in questo periodo estivo, manterrà alta la sua attenzione su questi temi, giunti ormai ad un punto così critico per la sopravvivenza della città: è purtroppo sempre più evidente che ci vorranno decenni di sana amministrazione per riparare le rovine che sono state prodotte in questi anni.

venerdì 6 luglio 2012

Arriva una nuova "IAP" ...


Le cattive amministrazioni, come la storia, hanno i loro corsi e ricorsi. 

Lo conferma la vita della nostra città e le incoerenze dei suoi amministratori. 

I fatti: non sono ancora trascorsi quattro anni dal pensionamento della IAP, società esterna per la riscossione dei tributi, ed ecco che un nuovo spettro appare all’orizzonte. Ma procediamo con ordine e facciamo un passo indietro. 

Era il 12 Settembre 2008 e queste le dichiarazioni del primo cittadino a valle del Consiglio Comunale che aveva appena deciso la rescissione dei rapporti con la IAP: "Ringrazio tutti i consiglieri presenti per il senso di responsabilità dimostrato ... ma era giunto il momento di scrollarci di dosso una spesa enorme, sborsata per un servizio inefficiente. Il nostro consulente legale ha dato parere favorevole sulla rescissione del contratto e, quindi, possiamo essere più che sicuri della procedura adottata. Mai più esternalizzeremo la riscossione tributi, perché i danni fatti al Comune sono enormi. Abbiamo rischiato il dissesto finanziario". 

C’era poi l’ammissione che la IAP non aveva svolto un servizio efficiente ed aveva prodotto un danno economico al Comune nell'ordine di 300mila euro all'anno, cioè l'importo dell'agio dovuto. 

Era quello, e riporto le altre dichiarazioni del primo cittadino, “l'epilogo di due anni di contestazioni e di malumori della cittadinanza che non aveva tratto alcun beneficio dall'esternalizzazione del servizio in quanto gli evasori della TARSU non erano diminuiti nei quattro anni di gestione della IAP”.  

A quell’epoca avevo anche plaudito a quella decisione e a quelle dichiarazioni. 

Oggi, purtroppo, devo ricredermi e constatare che quel “mai più esternalizzeremo la riscossione tributi” ha il sapore dell’ennesima e puntuale presa in giro per la città. Il Consiglio Comunale del 5 Luglio, al punto 14 dell’Odg “Delibera di indirizzo per l'individuazione delle forme di gestione delle entrate comunali”, ha infatti rimesso in moto l’iter per una nuova riscossione dei tributi affidata a società privata. 

Ci si avvia ad una nuova “esternalizzazione” che ci farebbe tornare proprio alla soluzione che nel 2008 si era detto “mai più”. 

Quando si dice la coerenza! 

Un’ultima ed utile considerazione va fatta sul “dissesto finanziario”, richiamato come spettro già nel 2008. Oggi, dopo la dichiarazione di deficit strutturale del 2011 e dopo il recente sforamento del patto di stabilità, con un bilancio che non ne vuole sapere di “pareggiare” i conti, il dissesto è un dato di fatto e l’esternalizzazione è solo una delle tante alchimie messe in atto per continuare a nasconderlo. Il dissesto finanziario si ha infatti quando “un Comune non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi definiti indispensabili”. Esternalizzare allora funzioni e servizi, e quindi far diminuire ad arte le spese dirette “indispensabili”, può “anche” un aiuto artificiale per far tornare i conti?

Nicola Scalera

sabato 30 giugno 2012

Partecipazione ...


In una democrazia vera i cittadini devono essere messi nelle condizioni di partecipare alle decisioni che toccano nel vivo i loro diritti. 

Non basta rifugiarsi in inutili tavoli tecnici o insignificanti convegni organizzati per costruire un consenso postumo attorno a scelte scellerate covate nelle "stanze" del palazzo. 

La partecipazione non deve mai essere una concessione ma un diritto. 

A tutela di questo principio, da oltre dieci anni l'Italia ha recepito la Convenzione di Aarhus che prevede, tra l'altro, assemblee pubbliche con contraddittorio tra "governanti" e "governati". 

Nelle discussioni è essenziale rispettare gli ambiti di competenze e poteri dell'Assemblea

Per esempio, in ambito comunale non ha alcun senso discutere della miglior tecnologia di un impianto giapponese.  

Il Comune deve invece decidere su quanto è di sua competenza: per esempio può e deve avviare progetti per il recupero e il riciclo dei materiali, attività nota come “Strategia per Rifiuti Zero entro il 2020”. Le altre (e più alte) decisioni vanno invece demandate ai livelli e sedi politiche superiori, regionali e nazionali che siano. Questo principio è stato recepito anche dai Comitati ed Associazioni che, uscite dall'ambito localistico, si sono riunite per la prima volta a Roma lo scorso 16 Giugno

Il primo Confronto Nazionale per una gestione dei rifiuti alternativa e virtuosa ha avviato la costruzione di un unico Movimento Nazionale dei Comitati in lotta contro Discariche ed Inceneritori. Un ottimo segnale di presa di coscienza e di coinvolgimento a cui, come facciamo da sempre, non faremo mancare il nostro apporto e la nostra partecipazione.

Nicola Scalera

Presidente Circolo Idv di Capua

Il pensiero mutevole di un primo cittadino poco onorevole



Maggio 2011: “Gassificatore? Assolutamente NO ...”
Giugno 2012: “Gassificatore? il problema non esiste ...”

La colpa più grave per un amministratore è quella di prendere in giro i suoi cittadini per carpirne il voto.

Gazzetta di Caserta - 13 Maggio 2011: 
il dott. Antropoli dichiara di essere “ASSOLUTAMENTE CONTRARIO al gassificatore”.



Goldwebtv - Giugno 2012: 
nuova intervista sul tema al dott. Antropoli e nuova tesi diametralmente opposta.

Per il gassificatore, per me il problema non sorge, non esiste. La città di Capua è abbastanza convinta sul gassificatore. C'è stato disinformazione da parte solo di un comitato che è stato aiutato dai due sindaci di Camigliano e Pignataro Maggiore ma gli altri sindaci limitrofi non hanno avuto alcuna problematica come le altre città. E' oggettivo che esiste una problematica rifiuti a livello campano. Noi come amministrazioni abbiamo pensato sempre che il ciclo dei rifiuti va completato con gli impianti e abbiamo dato la nostra disponibilità a chiudere il ciclo con l'impianto gassificatore su Capua. E' un impianto che non inquina, sta nelle città più evolute al mondo, in particolare nasce in Giappone per cui noi andiamo per la nostra strada e non ci facciamo intimorire. D'altronde è un impianto che si fa per Legge non contro legge e la Legge non farebbe mai fare un impianto che uccide la gente". 

Servono altri commenti ?!?

La Rete Locale Integrata per il Riutilizzo (RLIR)


Mentre nella nostra città si combatte contro il "gassificatore" c'è chi lavora e studia, come il Prof. Luchino Galli, per portare la raccolta differenziata al 96%. 

I Comuni Virtuosi come Capannori, al momento sono all'80% di differenziata ma, previdenti quali sono, già stanno valutando di aderire a questo nuovo progetto. Il prof. Galli, illustrando il suo lavoro, lo rende molto appetibile sia sotto il profilo economico, con un giro d'affari di circa 12/15 miliardi di euro, che per quello occupazionale, con circa 100 posti di lavoro per ogni centro previsto dal progetto e, considerando che ne servono due o tre a Regione, tutto ciò si traduce in migliaia di posti di lavoro. 

Ma allora perchè ci si impantana su soluzioni obsolete e dannose per la salute? 

Il progetto è semplice: la rete RLIR si affianca alla differenziata creando dei centri di raccolta dove industriali, imprenditori e liberi cittadini possono portare scarti inutilizzabili di stoffe, di legno e di tutto ciò che ora ingrossa l'indifferenziato. 

L'imprenditore risparmierà le spese del macero mentre gli "artigiani del riuso" potranno comprare a piccolo prezzo materiali per  manufatti ecologici ed economici. Questa è la filosofia! Semplice e banale? ma anche funzionante! 

Se l'Unione Europea ha deciso di stanziare, tra contributi economici ed incentivi per i comuni che aderiranno al progetto, circa 3 miliardi e 800 milioni di euro, qualcosa di buono deve pur esserci! 

Se l'UE ci crede perchè non noi? Detto questo, perchè il nostro Comune non si arrende all'evidente ostilità di tutta la città al gassificatore? perchè non dà finalmente una svolta positiva anche all’immagine ormai lisa della città? perchè non ci si attiva su questo nuovo progetto e su altri simili? Si risolverebbero anche molti problemi di inquinamento ambientale, di occupazione e di sviluppo economico grazie ai contributi dell'UE per qualcosa di utile per tutti. 

Fiduciosi che la segnalazione possa essere raccolta, aspettiamo notizie.
Assunta Pasquariello

giovedì 28 giugno 2012

Al corteo del 30 Giugno ...


Il Circolo Idv parteciperà al corteo del 30 Giugno a Capua per dimostrare la sua ferma contrarietà al Gassificatore, ma soprattutto ad un Piano Regionale che, in spregio alle normative europee, continua a privilegiare discariche ed incenerimento dei rifiuti. In primis chiediamo agli Onorevoli della nostra Regione, dopo che hanno espresso con tanta chiarezza le loro perplessità nei confronti del Piano Rifiuti Regionale, di passare dalle parole ai fatti. E’ giunta l’ora di non nascondersi più dietro atteggiamenti double-face o dietro emendamenti al Piano, presunti salvatori della città che noi da subito, già nel Febbraio scorso, classificammo come non applicabili a Capua.

E’ chiaro a tutti che l’unica “qualità” del Piano Regionale emesso nel Gennaio scorso era il tentativo di sbloccare i fondi europei per la Regione Campania e di fermare la procedura di infrazione emessa dall’Europa nei confronti della nostra Regione. Ma quel Piano, alla Commissione Ambiente della CE, non è piaciuto per nulla; in quella sede alle perplessità si sono aggiunte le critiche e nessuna garanzia sugli agognati fondi. 

E’ allora urgente rivedere il Piano per rispettare, stavolta sul serio, quanto l’Europa chiede a tutti i paesi membri: “il divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati”. Dall’Europa più chiaro di così penso non potevano proprio dirlo.  

Passando al nostro ambito locale e cittadino, è ancora più urgente che chi amministra la nostra città prenda atto della volontà dei cittadini e ritiri la disponibilità ad accogliere l’impianto di incenerimento nel territorio della città di Capua; questo va fatto con una votazione in Consiglio Comunale per dichiarare l’Annullamento delle Delibere n. 29, n.51 e n.56 (una richiesta in tal senso, diretta al Sindaco, è stata protocollata dal nostro Circolo lo scorso 23 Aprile, data del primo Consiglio Comunale Aperto). 

Tutto questo perché non è vero, come ama dire il primo cittadino di Capua, che “c’è solo una sparuta minoranza che ha formato uno pseudo-comitato ed è aiutata solo da due Sindaci dei paesi limitrofi”. 

Sminuire le forze della controparte è l’unica strategia rimasta a chi non ha più argomenti per difendere l’indifendibile. Siamo stanchi ed annoiati di sentire, sempre da chi amministra la nostra città, che le discariche sono associate alla camorra e, peggio ancora, che i Comitati e le Associazioni di cittadini che lavorano per il Bene Comune sono degli affiliati sponsorizzati dalla malavita. 

La “sparuta minoranza”, in questi mesi, ha tenuto convegni, dibattiti, manifestazioni, ha partecipato e fatto sentire la sua voce al Consiglio Comunale Aperto, ha organizzato la recente e brillante Fest-A-mbiente, è stata presente al Primo Convegno Nazionale tenutosi a Roma lo scorso 16 Giugno. Chi ignora tutto questo è accecato da interessi inconfessabili e da arrivismi personali. 

Noi il prossimo 30 Giugno ci saremo, assieme ai cittadini di Capua, di tutta la nostra Regione e del vicino Lazio. Su questo tema il Circolo Idv è stato chiaro e presente fin dall’inizio al fianco dei cittadini, dall’ormai lontano Aprile 2011 quando fondammo il Comitato “No Gassificatore a Capua” e nei mesi successivi lavorando con le Associazioni e con i Comitati dei paesi vicini. 

Siamo oggi parte del Movimento NOGAS, che raggruppa tutte le entità sensibili ed attive, e anche all’evento di Sabato prossimo non faremo mancare il nostro supporto. 

Agli amministratori che credono che certe decisioni si possono prendere dietro le quinte della democrazia, chiusi nelle stanze del potere, dedichiamo invece una frase di Don Lorenzo Milani, tratta da “Lettera a una Professoressa”: "Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l'avarizia...".