martedì 24 luglio 2012
venerdì 13 luglio 2012
E arriva il tempo del Resoconto ...
Quando è in gioco il bene e il futuro stesso della città non
conta, e da anche poca soddisfazione, poter vantare progeniture e diritti
d’autore del tipo “noi l’avevamo detto”.
E’ allora poco utile ricordare da
quanti mesi e per quante volte abbiamo evidenziato che la situazione delle
finanze del Comune di Capua è fuori controllo. Ed è poco utile sottolineare che
la deriva finanziaria è stata, e continua ad essere, puntellata dalle alchimie messe
in atto da chi amministra e poi puntualmente rettificate, a suon di bacchettate
elargite da chi deve vigilare sull’operato, nella fattispecie ci riferiamo agli
interventi “correttivi” del Collegio dei Revisori dei Conti.
Va però ricordato
che l’unico Consigliere Comunale con i titoli accademici in regola per poter amministrare
le Finanze del Comune ha capito presto che aria tirava da quelle parti e, a
difesa dell’incolumità della sua serietà professionale, ha mollato la delega
alle Finanze già nell’inverno scorso. La delega, tanto fondamentale vista la
gravità della situazione, è rimasta dormiente “ad-interim” per settimane e
settimane nei cassetti del primo cittadino. E’ poi transitata per un breve
periodo, con un evidente uso da “calmiere” tra un litigio di maggioranza e il
successivo, nelle mani del vice-sindaco per poi finire all’attuale Consigliere nominato
all’incarico con l’assunzione, quanto meno discutibile, che basta far parte del
corpo della Guardia di Finanza per essere un esperto di Finanze e di Bilanci.
Con
queste premesse, e con grande rammarico, dobbiamo sottolineare che le proposte che
il Circolo Idv ha avanzato in questi mesi non sono state tenute in alcuna considerazione.
Ci riferiamo, per esempio, all’istituzione di un pool di tecnici esperti che
prendesse in mano la situazione, come da noi proposto già dalla prima “rinuncia
alla delega” dell’inverno scorso.
Il risultato è che oggi il deficit
strutturale, dichiarato nel 2011 con sei parametri su dieci che oltrepassavano
i loro limiti di legge, sta degenerando e che il dissesto finanziario del
Comune è quanto mai prossimo.
Ulteriori prove di tutto questo arrivano dalla Relazione
di Rendiconto dell’Esercizio Finanziario 2011, approvata dalla Giunta nei giorni
scorsi: dal Rendiconto emerge un disavanzo, per la sola gestione 2011, di oltre
5 milioni di euro e i parametri del deficit strutturale “fuori-legge” che da
sei passano a sette.
Insomma, il 2011 è stato un anno fallimentare, con chiari
segnali di peggioramento invece dell’auspicato recupero.
Si preannuncia ora un’estate
molto calda nel corso della quale oltre al Rendiconto, che dovrà passare al
vaglio dei Revisori dei Conti, da cui ci aspettiamo altre e più approfondite
analisi e osservazioni, per il prossimo 31 agosto è fissato il termine per la Deliberazione
del Bilancio di Previsione per l’anno 2012, scadenza stabilita dal Decreto del
Ministero dell’Interno del 20 giugno scorso.
Il Circolo Idv di Capua, anche in
questo periodo estivo, manterrà alta la sua attenzione su questi temi, giunti
ormai ad un punto così critico per la sopravvivenza della città: è purtroppo sempre
più evidente che ci vorranno decenni di sana amministrazione per riparare le
rovine che sono state prodotte in questi anni.
venerdì 6 luglio 2012
Arriva una nuova "IAP" ...
Le
cattive amministrazioni, come la storia, hanno i loro corsi e ricorsi.
Lo
conferma la vita della nostra città e le incoerenze dei suoi amministratori.
I
fatti: non sono ancora trascorsi quattro anni dal pensionamento della IAP,
società esterna per la riscossione dei tributi, ed ecco che un nuovo spettro
appare all’orizzonte. Ma procediamo con ordine e facciamo un passo indietro.
Era
il 12 Settembre 2008 e queste le dichiarazioni del primo cittadino a valle del
Consiglio Comunale che aveva appena deciso la rescissione dei rapporti con la
IAP: "Ringrazio tutti i consiglieri
presenti per il senso di responsabilità dimostrato ... ma era giunto il momento
di scrollarci di dosso una spesa enorme, sborsata per un servizio inefficiente.
Il nostro consulente legale ha dato parere favorevole sulla rescissione del contratto e, quindi, possiamo essere più che sicuri della
procedura adottata. Mai
più esternalizzeremo la riscossione tributi, perché i danni fatti al Comune sono enormi. Abbiamo
rischiato il dissesto finanziario".
C’era poi l’ammissione che
la
IAP non aveva svolto un servizio efficiente ed aveva prodotto un danno
economico al Comune nell'ordine di 300mila euro all'anno, cioè l'importo
dell'agio dovuto.
Era quello, e riporto le altre dichiarazioni del primo
cittadino, “l'epilogo di due
anni di contestazioni e di malumori della cittadinanza che non aveva tratto
alcun beneficio dall'esternalizzazione del servizio in quanto gli evasori della
TARSU non erano diminuiti nei quattro anni di gestione della IAP”.
A
quell’epoca avevo anche plaudito a quella decisione e a quelle dichiarazioni.
Oggi,
purtroppo, devo ricredermi e constatare che quel “mai più esternalizzeremo la
riscossione tributi” ha il sapore dell’ennesima e puntuale presa in giro per la
città. Il Consiglio Comunale del 5 Luglio, al punto 14 dell’Odg “Delibera
di indirizzo per l'individuazione delle forme di gestione delle entrate
comunali”, ha infatti rimesso in moto
l’iter per una nuova riscossione dei tributi affidata a società privata.
Ci si
avvia ad una nuova “esternalizzazione” che ci farebbe tornare proprio alla
soluzione che nel 2008 si era detto “mai più”.
Quando si dice la coerenza!
Un’ultima
ed utile considerazione va fatta sul “dissesto finanziario”, richiamato come
spettro già nel 2008. Oggi, dopo la dichiarazione di deficit strutturale del
2011 e dopo il recente sforamento del patto di stabilità, con un bilancio che
non ne vuole sapere di “pareggiare” i conti, il dissesto è un dato di fatto e l’esternalizzazione
è solo una delle tante alchimie messe in atto per continuare a nasconderlo. Il dissesto
finanziario si ha infatti quando “un Comune non è più in grado di assolvere
alle funzioni ed ai servizi definiti indispensabili”. Esternalizzare allora funzioni
e servizi, e quindi far diminuire ad arte le spese dirette “indispensabili”, può
“anche” un aiuto artificiale per far tornare i conti?
Nicola Scalera
sabato 30 giugno 2012
Partecipazione ...
In una democrazia vera i cittadini devono essere messi nelle
condizioni di partecipare alle decisioni che toccano nel vivo i loro diritti.
Non basta rifugiarsi in inutili tavoli tecnici o insignificanti convegni
organizzati per costruire un consenso postumo attorno a scelte scellerate
covate nelle "stanze" del palazzo.
La partecipazione non deve mai
essere una concessione ma un diritto.
A tutela di questo principio, da oltre
dieci anni l'Italia ha recepito la Convenzione di Aarhus che prevede, tra l'altro, assemblee
pubbliche con contraddittorio tra "governanti" e
"governati".
Nelle discussioni è essenziale rispettare gli ambiti di
competenze e poteri dell'Assemblea.
Per esempio, in ambito comunale non ha
alcun senso discutere della miglior tecnologia di un impianto giapponese.
Il
Comune deve invece decidere su quanto è di sua competenza: per esempio può e
deve avviare progetti per il recupero e il riciclo dei materiali, attività nota
come “Strategia per Rifiuti Zero entro il 2020”. Le altre (e più alte) decisioni vanno invece
demandate ai livelli e sedi politiche superiori, regionali e nazionali che
siano. Questo principio è stato recepito anche dai Comitati ed Associazioni
che, uscite dall'ambito localistico, si sono riunite per la prima volta a Roma
lo scorso 16 Giugno.
Il primo Confronto Nazionale per una gestione dei rifiuti
alternativa e virtuosa ha avviato la costruzione di un unico Movimento
Nazionale dei Comitati in lotta contro Discariche ed Inceneritori. Un ottimo
segnale di presa di coscienza e di coinvolgimento a cui, come facciamo da
sempre, non faremo mancare il nostro apporto e la nostra partecipazione.
Nicola Scalera
Presidente Circolo Idv di Capua
Il pensiero mutevole di un primo cittadino poco onorevole
Maggio 2011: “Gassificatore? Assolutamente
NO ...”
Giugno 2012: “Gassificatore? il
problema non esiste ...”
La colpa più grave per un amministratore è quella di
prendere in giro i suoi cittadini per carpirne il voto.
Gazzetta di Caserta -
13 Maggio 2011:
il dott. Antropoli dichiara di essere “ASSOLUTAMENTE CONTRARIO
al gassificatore”.
Goldwebtv - Giugno 2012:
nuova intervista sul tema al dott.
Antropoli e nuova tesi diametralmente opposta.
“Per il gassificatore, per me il problema non sorge, non
esiste. La città di Capua è abbastanza convinta sul gassificatore. C'è stato
disinformazione da parte solo di un comitato che è stato aiutato dai due
sindaci di Camigliano e Pignataro Maggiore ma gli altri sindaci limitrofi non
hanno avuto alcuna problematica come le altre città. E' oggettivo che esiste
una problematica rifiuti a livello campano. Noi come amministrazioni abbiamo
pensato sempre che il ciclo dei rifiuti va completato con gli impianti e
abbiamo dato la nostra disponibilità a chiudere il ciclo con l'impianto
gassificatore su Capua. E' un impianto che non inquina, sta nelle città più
evolute al mondo, in particolare nasce in Giappone per cui noi andiamo per la
nostra strada e non ci facciamo intimorire. D'altronde è un impianto che si fa
per Legge non contro legge e la
Legge non farebbe mai fare un impianto che uccide la
gente".
La Rete Locale Integrata per il Riutilizzo (RLIR)
Mentre nella nostra città si combatte contro il
"gassificatore" c'è chi lavora e studia, come il Prof. Luchino Galli,
per portare la raccolta differenziata al 96%.
I Comuni Virtuosi come Capannori,
al momento sono all'80% di differenziata ma, previdenti quali sono, già stanno valutando
di aderire a questo nuovo progetto. Il prof. Galli, illustrando il suo lavoro,
lo rende molto appetibile sia sotto il profilo economico, con un giro d'affari di
circa 12/15 miliardi di euro, che per quello occupazionale, con circa 100 posti
di lavoro per ogni centro previsto dal progetto e, considerando che ne servono
due o tre a Regione, tutto ciò si traduce in migliaia di posti di lavoro.
Ma
allora perchè ci si impantana su soluzioni obsolete e dannose per la salute?
Il
progetto è semplice: la rete RLIR si affianca alla differenziata creando dei
centri di raccolta dove industriali, imprenditori e liberi cittadini possono
portare scarti inutilizzabili di stoffe, di legno e di tutto ciò che ora
ingrossa l'indifferenziato.
L'imprenditore risparmierà le spese del macero mentre
gli "artigiani del riuso" potranno comprare a piccolo prezzo materiali
per manufatti ecologici ed economici. Questa
è la filosofia! Semplice e banale? ma anche funzionante!
Se l'Unione Europea ha
deciso di stanziare, tra contributi economici ed incentivi per i comuni che
aderiranno al progetto, circa 3 miliardi e 800 milioni di euro, qualcosa di
buono deve pur esserci!
Se l'UE ci crede perchè non noi? Detto questo, perchè
il nostro Comune non si arrende all'evidente ostilità di tutta la città al
gassificatore? perchè non dà finalmente una svolta positiva anche all’immagine
ormai lisa della città? perchè non ci si attiva su questo nuovo progetto e su
altri simili? Si risolverebbero anche molti problemi di inquinamento
ambientale, di occupazione e di sviluppo economico grazie ai contributi dell'UE
per qualcosa di utile per tutti.
Fiduciosi che la segnalazione possa essere
raccolta, aspettiamo notizie.
Assunta
Pasquariello
giovedì 28 giugno 2012
Al corteo del 30 Giugno ...
Il Circolo Idv parteciperà al corteo
del 30 Giugno a Capua per dimostrare la sua ferma contrarietà al Gassificatore,
ma soprattutto ad un Piano Regionale che, in spregio alle normative europee,
continua a privilegiare discariche ed incenerimento dei rifiuti. In primis chiediamo
agli Onorevoli della nostra Regione, dopo che hanno espresso con tanta chiarezza
le loro perplessità nei confronti del Piano Rifiuti Regionale, di passare dalle
parole ai fatti. E’ giunta l’ora di non nascondersi più dietro atteggiamenti
double-face o dietro emendamenti al Piano, presunti salvatori della città che
noi da subito, già nel Febbraio scorso, classificammo come non applicabili a
Capua.
E’ chiaro a tutti che l’unica
“qualità” del Piano Regionale emesso nel Gennaio scorso era il tentativo di
sbloccare i fondi europei per la Regione Campania e di fermare la procedura di
infrazione emessa dall’Europa nei confronti della nostra Regione. Ma quel Piano,
alla Commissione Ambiente della CE, non è piaciuto per nulla; in quella sede alle
perplessità si sono aggiunte le critiche e nessuna garanzia sugli agognati
fondi.
E’ allora urgente rivedere il Piano per rispettare, stavolta sul serio,
quanto l’Europa chiede a tutti i paesi membri: “il divieto di incenerimento dei rifiuti che possono
essere riciclati o compostati”. Dall’Europa più chiaro di così penso non potevano proprio
dirlo.
Passando al nostro ambito locale e cittadino, è ancora
più urgente che chi amministra la nostra città prenda atto della volontà dei
cittadini e ritiri la disponibilità ad accogliere l’impianto di incenerimento nel
territorio della città di Capua; questo va fatto con una votazione in Consiglio
Comunale per dichiarare l’Annullamento delle Delibere n. 29, n.51 e n.56 (una
richiesta in tal senso, diretta al Sindaco, è stata protocollata dal nostro
Circolo lo scorso 23 Aprile, data del primo Consiglio Comunale Aperto).
Tutto questo
perché non è vero, come ama dire il primo cittadino di Capua, che “c’è solo una sparuta minoranza che ha
formato uno pseudo-comitato ed è aiutata solo da due Sindaci dei paesi
limitrofi”.
Sminuire le forze della controparte è l’unica strategia rimasta
a chi non ha più argomenti per difendere l’indifendibile. Siamo stanchi ed
annoiati di sentire, sempre da chi amministra la nostra città, che le
discariche sono associate alla camorra e, peggio ancora, che i Comitati e le
Associazioni di cittadini che lavorano per il Bene Comune sono degli affiliati
sponsorizzati dalla malavita.
La “sparuta minoranza”, in questi mesi, ha tenuto
convegni, dibattiti, manifestazioni, ha partecipato e fatto sentire la sua voce
al Consiglio Comunale Aperto, ha organizzato la recente e brillante
Fest-A-mbiente, è stata presente al Primo Convegno Nazionale tenutosi a Roma lo
scorso 16 Giugno. Chi ignora tutto questo è accecato da interessi inconfessabili
e da arrivismi personali.
Noi il prossimo 30 Giugno ci saremo, assieme ai
cittadini di Capua, di tutta la nostra Regione e del vicino Lazio. Su questo
tema il Circolo Idv è stato chiaro e presente fin dall’inizio al fianco dei
cittadini, dall’ormai lontano Aprile 2011 quando fondammo il Comitato “No
Gassificatore a Capua” e nei mesi successivi lavorando con le Associazioni e con
i Comitati dei paesi vicini.
Siamo oggi parte del Movimento NOGAS, che raggruppa
tutte le entità sensibili ed attive, e anche all’evento di Sabato prossimo non
faremo mancare il nostro supporto.
Agli amministratori che credono che certe
decisioni si possono prendere dietro le quinte della democrazia, chiusi nelle
stanze del potere, dedichiamo invece una frase di Don Lorenzo Milani, tratta da
“Lettera a una Professoressa”: "Ho
imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è
la politica. Sortirne da soli è l'avarizia...".
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